Il diario di Mario Tuti – “Gente” 02.06.1975 – prima parte

“Poiché oggi, 3 aprile 1975, incomincio a dubitare di trovare la voglia di completare, o meglio di iniziare del tutto la cronaca della ma fuga, ho deciso di iniziare queste note giornaliere, rimandando ad un periodo più tranquillo la stesura degli avvenimenti precedenti. Oggi sono a Roma per la terza volta dall’inizio della mia latitanza, provenendo da Lucca. Come al solito per le varie informazioni mi sono rivolto a sbirri che, per la mia faccia tosta, non sospettavano niente.

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Ho preso alloggio all’Ostello della Gioventù e la prima cosa che ho visto arrivando è stato l’obelisco con sopra scritto Mussolini Dux, cosa questa che mi ha ispirato auspici favorevoli. L’ostello, nel quale, cara Loretta, credo abbiano preso alloggio anche i nostri genitori quando facevano i campi Dux, è molto mal tenuto. L’unica cosa positiva sono appunto le vestigia del fascismo: affreschi e mosaici con fasci littori, statue di balilla, etc”. (…)Menefreghismo di Roma. Ad Affatigato a conoscenza di nomi di persone importanti, è stata fornita una carta di identità, con la fotografia e il timbro a secco, intestata a un falso nome. A me, a tutt’oggi, dopo circa 80 giorni dalla fuga, non è stata in grado di fornirmi né documenti, né denaro, né rifugi; anche se Beppino, l’agente teatrale, non manca di dare assicurazioni”.
(…) Paura ed inefficienza di Lucca che, dopo aver rovinato un paio dei miei documenti falsi, è stata solo capace di prendersi le mie armi, la MG. 42, il mitra, la carabina Winchester, la pistola col silenziatore, lo esplosivo, i detonatori elettrici. Alle mie ripetute richieste di avere indietro un pò di colpi per il SIG, per la pistola cal 9, ed anche la pistola col silenziatore, mi hanno portato solo alcuni colpi, inventando anche la scusa che la pistola era stata venduta a credito (roba da pazzi). Anche la mi richiesta di avere un pò di esplosivo è stata elusa, eppure, grazie a me, ne hanno almeno 80 kg.

Quanto ai soldi e ai documenti in 50 giorni, a Lucca sono stati capaci di fare cinque o sei gite turistiche a Roma senza fornire alcun risultato utile per me. Per l’Affatigato hanno trovato il coraggio di andare a prendere gli abiti a casa sua e gli è stato trovato un recapito ed un lavoro a Londra, credo in qualche ristorante. Mi sono deciso a scrivere tutto questo anche se  a malincuore, in quanto fare la spia non è nel mio carattere, non potendo permettere che persone, le quali si dichiaravano amiche e alle quali ho fatto diversi favori, mi ricambino dicendo e facendo pubblicare sul mio conto notizie dichiaratamente false ed offensive per me e per la mia famiglia, approfittando della mia assenza per addossarmi ogni sorta di colpe loro”.

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