Alessandro Danieletti – verbale 08.07.86

Adr: la mia conoscenza dei rapporti che l’ esposti aveva con l’ambiente ascolano e’ limitata a quanto ho potuto apprendere nel periodo durante il quale sono stato con lui e che va dal 9 maggio (data in cui partimmo da Milano) al momento del mio arresto a Pian di Rascino. Ho potuto cosi’ notare che l’ esposti godeva nella zona, ed in particolare in Ascoli Piceno, di una rete ramificata di rapporti e conoscenze di persone su cui poteva fare affidamento. Ho cosi’ conosciuto degli ascolani il Marini, l’ Ortenzi e Nardi Alba.
Adr: durante tutto il periodo che io ho indicato rimanemmo prevalentemente a Roiano di Campli dopo esserci fermati, durante il viaggio di andata, a San Benedetto del Tronto in una casa che mi sembra appartenga al Marini. A Roiano venne piu’ volte a trovarci il marini assieme ad nardi alba e qualche volta assieme ad Ortenzi. Ebbi cosi’ modo di notare l’ esistenza di uno stretto rapporto tra l’Esposti ed il Marini che, senz’altro, condivideva l’ impostazione politica e strategica dell’ esposti il quale, come ho gia’ ampiamente spiegato avanti al GI di Bologna, teorizzava azioni di terrorismo indiscriminato. Stessa cosa puo’ in effetti dirsi anche per l’ Ortenzi. Posso comunque dire che l’Esposti aveva una posizione di assoluto rilievo ed esercitava notevole ascendente su tutti noi e quindi anche sul Marini e l’ Ortenzi.

Per quanto riguarda i rapporti tra il marini e l’ esposti ricordo che quando ci fermammo a San Benedetto del Tronto l’Esposti recupero’, presso la abitazione dove alloggiammo, del materiale, e cioe’ ovviamente armi, munizioni ed esplosivo, che aveva evidentemente affidato al marini. Preciso che non ricordo con precisione se il materiale venne portato presso l’ appartamento dal marini o dall’Ortenzi e vi si trovasse gia’, certo è che fu lì recuperato. So comunque con certezza che si trattava di materiale dell’Esposti che egli aveva quindi affidato in precedenza in custodia, non ricordo bene se al marini o all’ Ortenzi. Mi sembra invece di ricordare che l’Ortenzi riconsegno’ ad esposti un cannocchiale cui quest’ultimo teneva molto.

Adr: per quanto riguarda il marini confermo poi che costui ci avverti’ quando eravamo a Roiano che stavano per sopraggiungere i cc.
Adr: il Marini in una occasione ci accompagnò poi a Roma dove ci incontrammo con Stefano e cercammo di recuperare anzi commissionammo la fornitura di documenti falsi.
Adr: il Marini era al corrente delle nostre condizioni, che noi eravamo armati e degli intendimenti dell’Esposti. In particolare costui in questa ultima fase intendeva realizzare un attentato cruento e clamoroso per lasciare un segno di se’ e quasi sicuramente di tale progetto si parlo’ anche in presenza del Marini che comunque non veniva mai tenuto al segreto di nulla.
Adr: anche l’ Ortenzi era comunque pienamente inserito nel gruppo ed era a conoscenza degli intendimenti dell’Esposti. Posso dire anzi che l’Esposti aveva un rapporto senz’ altro piu’ stretto col Marini e l’ Ortenzi che con me, che mi ero aggiunto solo all’ ultimo momento al gruppo dei milanesi che partirono alla volta di Roiano, e con gli stessi D’Intino e Vivirito in quanto costoro avevano posizioni differenziate rispetto all’Esposti.

Adr: ricordo perfettamente che durante il viaggio di andata, allorquando ci fermammo nei pressi di San Benedetto del Tronto, e quindi proprio al nostro arrivo, ci venne a prendere l’ Ortenzi, che io al momento non conoscevo. L’ Ortenzi, rivolto allo esposti, si meraviglio’ che noi girassimo con una jeep militare piena di esplosivo e quasi ci rimprovero’ dicendoci che eravamo “matti” a girare in quel modo in quanto era molto rischioso. Andato via l’Ortenzi io ed il D’Intino chiedemmo all’ esposti chi fosse quel giovane praticamente preoccupati della sua reazione e cioe’ di averlo visto preoccupato per la nostra condotta: l’Esposti ci tranquilizzo’ dicendoci che praticamente l’ Ortenzi non si spaventava certo per tanto poco, riferendo in tono sarcastico che l’ Ortenzi era stato capace di mettere dell’ esplosivo su dei binari fallendo pero’ l’operazione per un errore. Ci disse anche poi che, in altra occasione, aveva maneggiato esplosivo rischiando un incidente.
Adr: ricordo con certezza che l’ esposti in questa occasione, riferendo il primo dei due episodi, parlo’ di esplosivo messo su una linea ferroviaria.

Adr: l’Esposti riferendo quanto detto non manifestò livore nei confronti dell’ Ortenzi ma piu’ semplicemente volle farci capire di che persona si trattava, che quindi era persona che maneggiava esplosivo anche se con faciloneria.

Adr: effettivamente, come ho detto al GI di Bologna, l’Esposti parlo’ di un fustino o di un sacco, non ricordo bene, nel quale era contenuto l’esplosivo apposto dall’Ortenzi sulla linea ferrata.
L’ Esposti non ci specifico’ il luogo di tale attentato ed il discorso fini’ li’ anche perche’ noi non avevamo alcun interesse ad approfondire la cosa, dovendo comunque dire che in ogni caso l’Esposti non approfondiva mai piu’ di tanto le cose con noi per i motivi gia’ sopra riferiti.
Adr: non vi sono ragioni per ritenere che quanto ci disse l’ esposti non fosse vero proprio perche’ non c’ era da parte nostra alcun interesse alla vicenda.
Adr: dal tipo di rapporti intrattenuti posso senz’altro dire che l’Esposti faceva affidamento a tutti i livelli delle persone di cui ho parlato per quanto gli occorresse in zona.

 

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