Alessandro Danieletti – dichiarazioni 28.12.85

Intendo scrivere una lettera memoriale in cui riepiloghero’ ed approfondiro’ i temi trattati nel corso dei miei interrogatori. Attualmente, comunque, la mia principale preoccupazione e’ cercare di comprendere perché il Brogi mi accusi ingiustamente  di aver partecipato all’ attentato di Vaiano.

Circa l’Italicus, non posso che confermare quanto ho già detto nei precedenti verbali. Sono certo che il D’Intino sa molto più di me sull’ attentato dell’Italicus. Il d’ intino potrebbe altresì confermare il discorso di esposti sul fallito attentato commesso da Ortenzi.

Come ho gia’ a suo tempo dichiarato allorche’ ci trovavamo a Pian di Rascino (e’ prima Roiano) mi recai due volte a Roma. Una prima volta, il giorno 26 con il Marini andammo dal fratello di Stefano che ci propose la fuga ad Andorra con un aereo privato. Durante questo primo viaggio puo’ essere che avessi preso altresì contatto con cappuccini per i documenti miei e d’ intino. Il secondo viaggio a Roma lo feci con Giancarlo. Ci recammo da Fulco Mondini ad acquistare delle pallottole e delle fondine; ricordo che durante la permanenza a Roma ci recammo altresì ad acquistare dei teli tenda a porta portese e che partecipammo ad un pranzo, io e l’ esposti, assieme al Cappuccini, e ad altre persone che ora non riesco a ricordare, ma che ho nominato nei verbali dell’ epoca.

Prendo atto che risulta all’ ufficio che lo Zani si sarebbe trovato a Roma proprio nel periodo in cui ero a Pian di Rascino assieme all’ Esposti e che lo Zani avrebbe dovuto preparare l’ arrivo di Esposti a Roma. Tutto cio’ non mi risulta ed insisto a dire di aver conosciuto lo Zani solo nel 1976. Nel corso dei due viaggi a Roma di cui ho ora parlato sicuramente non ho incontrato lo Zani e intendo escludere che il marini o l’ esposti possono averlo incontrato a Roma in tali occasioni. Se cio’ fosse stato lo Zani me ne avrebbe parlato senz’ altro quando ci trovammo assieme nel carcere del Pretello.

Durante la mia latitanza sono stato prima nella casa di via Airolo e quindi a Pagnona. Puo’ essere nel processo di ordine nero ci siano delle mie dichiarazioni in cui, sbagliandomi, dico il contrario cioe’ di essere stato prima a Pagnona e poi in via Airolo. La verità e’ che sono stato prima in via Airolo quindi a Pagnona e quindi sono tornato nuovamente in via Airolo.

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