Alessandra De Bellis – dichiarazioni 18.06.1986

Adr: con i periti psichiatri ho svolto un lungo discorso di merito alle mie vicissitudini matrimoniali ed in questa sede intendo confermarlo. Premetto che ero assolutamente contraria al fatto che Augusto svolgesse attivita’ politica. Aveva gia’ riportato una condanna con la condizionale e temevo che avrebbe potuto incorrere in altre vicissitudini giudiziarie. Nonostante i miei desideri e le mie raccomandazioni egli pero’ persistette nelle sue attivita’ ed anzi ogni tanto me ne parlava in modo frammentario e comunque da confondermi le idee. Ricordo che, ancora nel periodo in cui abitavamo a Massa scoprii per caso che Augusto mi aveva mentito circa una sua assenza da casa e che si era recato a Viareggio dove aveva incontrato un ragazzo ed una ragazza. Allontanatosi da casa Augusto mi aveva invece detto che stava uscendo per fare la spesa o per altri motivi banali. Augusto giustificò il suo viaggio a Viareggio dicendomi che doveva trattare questioni concernenti un camion carico di armi. A dire del Cauchi nella questione attinente a questo carico di armi c’ era di mezzo anche il Batani.

Non so comunque essere piu’ precisa sul punto. Dopo avermi parlato di questa partita di armi, Augusto mi tenne chiusa in casa per tre giorni. In camera da letto c’ era una colonna ed Augusto talvolta mi legava a questa. Sono quasi certa che cio’ sia accaduto anche dopo il discorso che mi aveva fatto sulle armi. Quando mi libero’ mi disse che in questo discorso non c’ era niente di vero e che mi aveva tenuta prigioniera per motivi di gelosia. A casa non c’ era il telefono. Dopo che fui liberata confidai quanto mi era successo alla vicina del piano di sotto. Questa e’ una signora anziana della quale ora non ricordo il nome.
Adr: Augusto non voleva che uscissi di casa quando lui era assente.
Adr: quando appresi da Augusto il discorso sulle armi gli dissi che sarei andata a denunciarlo. Non so se mi abbia tenuta rinchiusa per impedirmi di farlo ovvero per i motivi di gelosia che pose a giustificazione dell’episodio.

Adr: in altre occasione Augusto cercò di strangolarmi ed io mi allontanai da casa e passai la notte in un albergo di Massa. La mia vita matrimoniale è stata connotata da frequenti maltrattamenti. Venivo spesso picchiata e ricordo che una volta Augusto mi sbatté contro una vetrata e mi procurò una ferita per la quale ricevetti un intervento di pronto soccorso all’ospedale di Massa ove mi diedero una ventina di punti. Cito questo episodio solo a titolo esemplificativo; in realta’ sono innumerevoli le violenze che ho subito da Augusto.

Adr: nel periodo in cui eravamo alla Verniana, passeggiando per Arezzo, Augusto mi indico’ una persona e mi disse che si trattava di un maresciallo della questura che lo aiutava e gli passava informazioni. Ricordo che questa persona portava occhiali d’ oro ed aveva una certa età. Augusto mi disse di lui che aveva un figlio che faceva attivita’ politica non so se in gruppi di destra o di sinistra.

Adr: circa il furto di un anello di mia proprieta’ che avrei subito alla Verniana, ricordo che non notai la mancanza di questo anello. Del fatto mi parlo’ Augusto il quale diceva che aveva presentato una denuncia contro un suo amico. Rettifico la verbalizzazione precisando che appresi del furto dell’ anello solo allorche’ ricevetti, alcuni anni fa’, una citazione del tribunale, mi pare di Milano. Chiesi informazioni ed appresi che questa citazione era conseguenza di una denuncia fatta da Augusto contro un suo amico per il furto dell’anello. Quando me ne andai dalla Verniana lasciai la’ tutte le mie cose, i miei vestiti, i gioielli e l’argenteria.

Augusto si tenne anche i miei cani. In proposito ricordo che quando gia’ mi trovavo ad abitare a casa dei miei genitori ricevetti una telefonata da un amico di Augusto, tale Roberto, il quale mi disse che Augusto era partito per un viaggio in Svizzera e che aveva lasciato i miei cani presso sua madre ove avrei potuto andarli a prendere. Questa telefonata precedette di poco la comparsa sulla stampa delle notizie relative ad una cena o ad una riunione avvenuta nella casa della Verniana. Il giornale  diceva che a questa cena ero presente anch’ io, mentre non era vero.

Adr: ricevo lettura delle dichiarazioni che a suo tempo resi in sede di PG a Cagliari. Ribadisco che a quel tempo stavo molto male e ho comunque la sensazione di aver detto allorché fu il Franci a fornirmi le notizie che a mia volta riferii alla PG. Il Franci lo incontravo ad Arezzo, dopo che mi ero allontanata dalla casa della Verniana e ricordo che talvolta ci siamo parlati. Ricordo che ci siamo parlati una volta e che il Franci mi disse che Augusto aveva una relazione con una infermiera di un ospedale presso il quale era stato ricoverato. Il Franci mi disse che era andato in ospedale per avere un alibi e che era stato aiutato da questa infermiera proprio perche’ costei era amica di Augusto.

Adr: prendo visione di un album di fotografie della Digos di Bologna recante 204 fotografie progressivamente numerate. Nella foto nr 9 riconosco il Rossi, nella foto nr 90 l’ avv. Ghinelli, nella nr 99 il Franci. La foto nr 132 raffigura quel Roberto che mi telefono’ per dirmi che augusto era partito per la Svizzera. Prendo atto che raffigura Gallastroni Giovanni. Ho confuso il nome, ma questa persona è senz’altro quella che mi ha telefonato. Faccio inoltre presente che la fotografia nr 7 raffigura una persona a me nota. L’ ufficio da atto che le foto nr 9, 90, 99 raffigurano effettivamente il Rossi, il Ghinelli e il Franci e che la foto nr 7 raffigura Zani Fabrizio.
La teste dichiara: questo nome non mi dice nulla, ne so dove posso aver incontrato la persona della foto nr 7. Si da’ atto infine che la teste ha riconosciuto nella foto nr 31 e 32 l’ effige di Augusto Cauchi.

Annunci