Giovanni Rossi – verbale 11.03.85

Adr: prendo atto che il gi mi fa presente che il 07.03.85 Affatigato Ha riconosciuto in me il “massone” che indico’ a suo tempo. Questo e’ falso: chissa’ perche’ parla e chissa’ cosa dice. Prendo altresi’ atto che mi viene mostrata la fotocopia dell’dentikit del “massone” realizzato tanti anni fa da Affatigato e poi la fotocopia delle quattro fotografie, inclusa la mia, tra le quali appunto Affatigato mi ha riconosciuto; non e’ vero nulla.

Adr: per diversi anni e comunque fino al 1973 ad Arezzo ho fatto parte della loggia di Piazza del Gesu’; pero’ quando ci fu la fusione tra Piazza del Gesu’ e Palazzo Giustiniani io ed altri di Arezzo venimmo anche a Firenze da Salvini per sistemare la faccenda perche’ non volevamo uscire dall’ ordine. Salvini ventilo’ l’ipotesi di farci entrare nella loggia riservata di Gelli ma tempo dopo sapemmo che Gelli non voleva. Ad Arezzo io frequentavo molto spesso ed in pubblico Lasagni che era il capo di Piazza del Gesu’. Franci soprattutto, ma anche Batani e Cauchi, mi hanno visto sicuramente con Lasagni.

Adr: la Peugeot la comprai verso il 1969 e l’ ho tenuta fino al 1976. Era una berlina 204 modello “break”, cioe’ del tipo familiare. Non l’ ho mai prestata a nessuno.

Adr: sono stato arrestato all’ inizio del 1975 e sono rimasto in carcere quasi due anni fino alla fine del 1976.

Adr: a Pisa al Bar Stadio sono andato con la Peugeot.

Adr: Tuti l’ho conosciuto a Siena ad un comizio di Almirante e di conseguenza penso, ma non sono sicuro, che fossero le elezioni del 1972. A questo comizio Almirante Franci mi disse “vieni, ti presento un amico” e cosi’ mi fece conoscere Tuti. Franci lo fece perche’ sapeva che io e Tuti eravamo, entrambi, molto appassionati di armi. Poi ho rivisto Tuti altre volte ed una volta con lui sono stato al Bar Stadio di Pisa. Fra l’ altro io cercavo un tornio usato e pareva che Tuti avesse un amico meccanico che poteva vendermelo ma la storia poi non si concluse.
Ricordo che quello che aveva il tornio che io pensavo di comprare aveva una officina meccanica. Questa officina doveva essere ad Empoli, anche se io non ci sono maistato, in quanto rammento che il problema sarebbe stato per me di portare il tornio da Empoli ad Arezzo. So che il Tuti a questa officina capitava spesso e si era impratichito nei lavori di officina.

Adr: di gente di “destra” a Pisa, fuori del Msi, non conosco nessuno. Io ero allora, ed ancora oggi, iscritto all’Universita’ di Pisa, Ingegneria, dove andavo a frequentare quando possibile. Oggi mi mancano quattro esami per laurearmi. Tuti studiava anche lui a Pisa dove aveva gli amici piu’ cari: erano Lamberti, Catola, Mennucci ed un altro che non so se si chiamava Rosa o Torchia. So che erano cinque, Tuti compreso, ma onestamente non ricordo il quinto. … Disse che c’ era un forte gruppo di volontari della Val di Nievole che non erano affatto ordinovisti ma erano degli attivisti. Tuti non mi parlo’ mai della Val di Nievole.

Adr: di un gruppo del Fronte Nazionale di Borghese nella zona di Pistoia non so nulla.

Adr: ad Arezzo, come appassionato di armi, c’ era il benigni che commerciava in armi. Tuti andava in Svizzera a comprare armi a Lugano. Non mi ricordo di altri appassionati di armi con cui io e Tuti fossimo congiuntamente in contatto.

Adr: quando ci furono nel 1975 gli attentati ad Arezzo, ricordo che ci furono concomitanti attentati a Lucca.

Adr: dopo aver lasciato la moglie, Cauchi si mise con Ghelli Mirella, una ragazza forse mulatta, la quale diceva che il primario dell’ospedale dove lei lavorava, il prof Oggioni, era intimo di Gelli col quale quindi l’ Oggioni poteva mettere in contatto altre persone.

Adr: dopo lo scioglimento di ordine nuovo io so che in Toscana c’ erano tre gruppi i quali si tenevano in contatto tra loro e cercavano, magari attraverso una attivita’ culturale, di non disperdersi. I tre gruppi erano: quelli di Arezzo, quello di Lucca, ed il gruppo di Pisa formato dai cinque e cioe’ Tuti, Lamberti, Catola, Mennucci e o il Rosa o il Torchia.

Adr: una volta andai a Lucca perche’ Franci e Batani non avevano la disponibilita’ di una macchina, ma forse ci andai con il solo Franci. Andammo a palazzo Guinigi dove i ragazzi cercavano Tomei Mauro che pero’ non c’ era. Trovammo un giovane che comunque aveva piu’ di 30 anni, che si presento’ come cugino del Tomei.
Questi ci porto’ in casa e secondo me abitava li’ o comunque era estremamente pratico di quell’appartamento. Ricordo che i ragazzi parlavano dei loro problemi di “sopravvivenza Politica”, a Lucca c’ era stato anche il ferimento di uno di loro. Non sapevano che fare; il “cugino” di Tomei rammento che una voltasi erano accodati ad un gruppo di extraparlamentari di sinistra da cui se ne stacco’ uno al quale Tomei dette un ceffone. Mi pare che questo viaggio a Lucca avvenne dopo che ordine nuovo era stato sciolto.

Adr: ho visto Gallastroni poco tempo fa e mi ha detto che al GI di Firenze ha mantenuto quello che ha detto al processo di Bologna dove si e’ “rimangiato” quello che aveva detto prima.

Adr: prima del referendum del 1974 c’ era un clima di scontro molto pesante ed allora, bisognava fare manifestazioni, si cercavano aiuti anche esterni. Io sapevo che a Firenze c’ era un forte gruppo di volontari nazionali. Franci era “volontario” anche lui e mi disse che nella Val di Nievole c’ era un forte gruppo di volontari nazionali.

Adr: al processo di Bologna, D’Intino disse che Fumagalli aveva messo su Ordine Nero per contrastare e coinvolgere Ordine Nuovo. Questa affermazione di D’Intino risulta dagli atti e mi pare che al dibattimento D’Intino cerco’ di ritrattare. (…)

Adr: si e’ parlato con Cauchi di Gelli. Sui giornali erano uscite notizie che indicarono Gelli coinvolto in qualche maniera con il Golpe Borghese. Poi Gelli sembrava un uomo di grandi mezzi economici.Insomma, Gelli sembrava un tipo forse disposto a prestare attenzione e quindi non si escludeva l’ opportunita’ di contattarlo.

Giovanni Rossi – verbale 11.03.85 reso al GI dr Minna e al Pm dr Chelazzi, presso la Digos di Firenze

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