Angelo Izzo – dichiarazioni 31.1.1994 – omicidio di Armando Calzolari

Le mie fonti su questo omicidio sono come fonti indirette ROSA e DANTINI e come fonti dirette a loro dire due militanti del Fronte di Ostia Roberto ZEBBI e Franco BALZERANI, che io conoscevo personalmente anche in quanto andavo spesso al mare ad Ostia.
Costoro erano sia militanti del Fronte sia attivisti dell’MSI. I primi due mi dissero in più occasioni che il CALZOLARI, uno dei
cassiere del Fronte era in crisi ed era un personaggio debole e poteva quindi diventare pericoloso. Inoltre aveva fatto delle scorrettezze all’ing. TALENTI che era uno dei grossi finanziatori del Fronte, in particolare delle attività clandestine del Fronte.
Mi dissero che la morte di CALZOLARI non era stato un suicidio ed era collegata a questa situazione. Qualche tempo dopo DANTINI nel medesimo periodo in cui vi fu l’omicidio MICONI mi disse che il responsabile della morte di CALZOLARI era BALZERANI del Fronte. BALZERANI nel 1972 era stato arrestato ad Ostia durante una manifestazione non autorizzata, mi sembra per oltraggio, ed io mi sentivo un po’ responsabile in quanto avevo organizzato la manifestazione durante la quale era stato anche devastata la locale sede di Paese Sera.
Nei giorni seguenti sempre ad Ostia, in un susseguirsi di incidenti io ferii il figlio di Galloni che era di Lotta Continua, e questo episodio di fatto rallentò la scarcerazione di BALZERANI aumentando il clima di tensione. Io in un certo senso mi sentivo responsabile nei confronti di BALZERANI, e pensavo ce l’avesse con me. Un giorno con GHIRA andai a trovare BALZERANI nel negozio di vetreria, conobbi la moglie straniera, suo fratello che lavorava con lui. La sera andammo a cena io BALZERANI, GHIRA e ZEBBI. In quella occasione ci spiegammo, in quanto eravamo tutti militanti del Fronte. Nel corso della discussione il discorso cadde sul fatto che eravamo tutti militanti del Fronte e non dovevamo spaventarci di qualche giorno di galera e allora BALZERANI tra altri discorsi rispose che lui certo non si tirava indietro e che lui era coinvolto in due omicidi, mascherati da suicidi.
Di uno fece solo un cenno, ma comunque disse che era figlio di comunisti, ma militante di Avanguardia Nazionale, e che era stato trovato morto in una macchina, con delle armi in macchina, non mi spiegò come avesse agito.
Preciso che lo stesso BALZERANI è un ex militante di Avanguardia ed è un uomo di notevole forza fisica. Ci disse poi di essere specificatamente l’autore della fine di CALZOLARI, a questo punto ZEBBI intervenne per troncare il discorso.
In seguito però, nel 1974 in occasione di uno scambio di pistole con ALLATTA Pietro di Aprilia, io feci un viaggio con ZEBBI ad Aprilia e gli feci avere una pistola in più da scambiare, e di conseguenza nel viaggio di ritorno era di buon umore nei miei confronti e riparlammo dell’omicidio CALZOLARI di cui mi diede qualche particolare, come responsabile lui stesso insieme a BALZERANI, mi fece il nome di un terzo complice Gino SAVIO che io conoscevo, sempre del Fronte Nazionale, di origini genovesi. Questo SAVIO era quello che guidava la macchina quando si erano allontanati. Disse di aver sorpreso il CALZOLARI mentre portava a spasso il cane e di averlo annegato tenendogli la testa sott’acqua, in un giardino in un luogo poco distante dal pozzo in cui poi lo avevano abbandonato. Intendevano farlo sparire del tutto portandolo lontano, ma qualcosa non aveva funzionato.

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