Angelo Izzo – dichiarazioni 31.1.1994- “Le uova del drago”

Fra il 1971 e il 1972 DANTINI mi parlò nella necessità che io facessi attività politica più seria smettendo in pratica di fare politica in modo evidente a passando invece a far parte di un nucleo che di fatto agiva in modo clandestino.
Io non ero molto convinto perchè l’attività politica pubblica in qualche modo mi gratificava e mi faceva frequentare più persone e su questo argomento ad un certo punto ci fu una quasi rottura con GHIRA il quale dopo una carcerazione di alcuni giorni per rissa, prendendo come scusa questo episodio e il fatto di essersi fidanzato con una ragazza di sinistra del Giulio Cesare, fece sapere che abbandonava l’attività politica pubblica e invece aveva aderito all’idea di DANTINI.
Addirittura fu visto più volte durante la campagna elettorale della primavera de 1972 insieme a questa ragazza a comizi del Partito
Comunista. In seguito si riavvicinò al nostro ambiente in quanto il “richiamo della foresta” era troppo forte. Comunque GHIRA trascinò poi GUIDO ed ESPOSITO nell’attività clandestina e infine anche me. Inizialmente la nostra attività riguardò in particolare lo spaccio di cocaina di cui ho già parlato.
Pian piano il traffico si ampliò e finì con il coinvolgere numerosi attivisti di destra i quali però non sapevano che il nostro scopo era l’autofinanziamento.
Il salto di qualità avvenne nel momento in cui venni a contatto con FIKRET GECU, un curdo iraniano che si diceva fosse stato in precedenza uomo della SAVAK, cioè la polizia segreta dello Scià.
Era poi diventato militante di un gruppo noto come FRATELLANZA CURDA ed era anche in contatto con un gruppo armeno e con la FALANGE CRISTIANO/LIBANESE. Io diventai molto amico di FIKRET in quanto in pratica mi era stato affidato da DANTINI e io lo aiutavo a mantenersi, lo ospitavo presso amici e mi occupavo di tutte le sue esigenze. Il discorso che DANTINI ci faceva era che noi dovevamo essere un gruppo militare segreto in funzione di un imminente colpo di stato. Specialmente dopo l’omicidio MICONI la nostra funzione crebbe a dismisura nel senso che ci fu affidato completamente il settore autofinanziamento e crebbero
anche le nostre disponibilità di armi. Queste armi ci venivano fornite da DANTINI che le acquisiva presso fascisti suoi vecchi amici. Si trattava di vecchie armi di origine bellica. Ci forniva anche delle bombe a mano tipo SRCM, in cassette da 36, di provenienza militare sicchè ritengo che disponesse anche di un canale di approvvigionamento di tipo istituzionale.
Nel frattempo l’attività di autofinanziamento si alimentava con il provento di numerosissime rapine e dei nostri traffici di droga. In particolare con l’entrata in gioco del FIKRET disponevamo di ingenti quantitativi di morfina base che lui stesso mi insegnò a trasformare in eroina.
La droga veniva depositata nella tenuta di PARBONI ARQUATI a Colonna nei pressi di Monteporzio Catone, dove in un casale io trasformavo la morfina base in eroina e solitamente la tagliavo.
Essendo l’eroina molto buona potevamo tagliarla a nostro piacimento a seconda delle esigenze e quindi il guadagno era notevole.
Nel traffico erano implicati un medico affiliato a LOTTA DI POPOLO, amico di DANTINI, di origine lucana, che mi procurava l’acetone da analisi e l’etere, indispensabili per il mio lavoro, procurati presso la CARLO ERBA; poi c’era MARCO STERNINI, che era il figlio di un farmacista, e che per questo poteva procurarmi sostanze da taglio come il lattosio Il padre aveva una farmacia in Via Livorno. STERNINI aveva anche un appartamento tutto suo, oltre ad una soffitta a Casal Palocco in precedenza, che
usavamo anche come deposito per l’eroina già raffinata. Per lo spaccio noi ci servivano di preferenza di giovani fascisti. Io,
GHIRA, ESPOSITO e GUIDO ci occupavamo della distribuzione all’ingrosso ed eravamo consapevoli della finalità di autofinanziamento di questa attività, gli spacciatori al minuto cioè questi ragazzi di destra si tenevano il ricavato per sè. I principali distributori erano….
DANTINI, nel promuovere la formazione de nostro gruppo, ci disse che dopo la seconda guerra mondiale repubblichini e nazisti avevano lasciato gruppi di soldati politici “in sonno” e pronti a risvegliarsi in funzione anticomunista e antidemocratica quando possibile.
Questi gruppi erano denominati “uova del drago” o “denti del drago”. Io so di sicuro che esisteva un uovo del drago, almeno così mi fu detto, che era capeggiato da tale NATALE GIANVENUTI, che fino a quel momento io conoscevo solo come segretario della sezione M.S.I. del mio quartiere. Mi fu assicurato, invece, che guidava una cellula super segreta organizzata negli anni ’50 di cui avrebbero fatto parte addirittura STEFANO DELLE CHIAIE e GIULIO CARADONNA. Certo è che in una occasione mi
fu chiesto di fare una sorta di servizio d’ordine ad una riunione segreta a casa di CARADONNA in Corso Trieste, in una casa diversa da quella cui ho prima accennato.
Oltre a me c’erano, armati di tutto punto, GHIRA, GUIDO ed ESPOSITO, ma ad un certo punto ci fu chiesto da GIANVENUTI in persona di lasciarle dentro il box di pertinenza dell’appartamento.
Alle mie rimostranze sulla necessità di essere armati, GIANVENUTI ci disse di non preoccuparci perchè eravamo “coperti” anche dai Carabinieri.
In effetti finimmo con il fare i camerieri perchè addirittura ci fecero portare delle bibite e ci utilizzarono per aprire le porte e cose del genere. Al nostro arrivo ci aprì la porta una donna vecchia e malvestita. Alla riunione arrivarono numerose persone che parcheggiarono le automobili, per lo più targate PADOVA e VENEZIA, nelle vie circostanti. La particolarità di queste persone era che sembravano, per il loro portamento, dei militari in borghese.
Mi fu confermato da CARADONNA e GIANVENUTI che si trattava appunto di militari venuti per ascoltare e parlare con un certo generale RICCI, che io non conoscevo nè so tutt’ora chi sia. Faccio presente che ad un certo punto fui mandato in un appartamento a Trastevere a prendere dei dossier. Ho saputo in seguito che questo appartamento era quella del senatore MARIO TEDESCHI allora direttore de “Il Borghese”. Mi fu detto da CARADONNA e GIANVENUTI, che erano gli unici che conoscevo, che si trattava di una riunione preparatoria di un golpe militare e che c’era un’atmosfera di entusiasmo perchè questa volta gli americani erano d’accordo.
Devo anche dire che in seguito vi furono altre riunioni in quella casa, cui ero presente sempre in veste di guardia del corpo, riunioni alle quali ho visto TILGHER, SIGNORELLI, GUIDO PAGLIA, DANTINI, SACCUCCI, PASCUCCI, MAURIZIO MESSINA, SERMONTI e anche talvolta gente non di Roma, come PEPPINO PUGLIESE, o come altri che non conoscevo ma dei quali riconoscevo l’accento toscano, pugliese o siciliano.
Voglio aggiungere che nell’altro appartamento di Via Trieste, quello di FIAMMETTA, nel corso di riunioni fra me, DANTINI e GIANVENUTI, si parlò di organizzare attentati contro sedi del M.S.I. in modo da scatenare ritorsioni. In seguito DANTINI mi spiegò che si trattava di un piano ideato dall’allora capo dei servizi segreti, generale MICELI, che era sì fedelissimo di Borghese ma che non si sapeva in quel momento a che gioco giocasse.
Sono in grado di descrivere e di rintracciare gli appartamenti che ho indicato e mi riservo di farlo non appena ce ne sarà il tempo.
Posso precisare ancora che la riunione in Via Trieste, quella preparatoria del golpe nell’abitazione di CARADONNA, avvenne nella prima metà del 1973.
Voglio aggiungere che nel frattempo noi, cioè io, GHIRA, GUIDO ed ESPOSITO eravamo diventati un nuovo “uovo del drago” alle dipendenze di DANTINI. Devo però dire che sempre di più GUIDO si era creato uno spazio suo con la frequentazione autonoma di una loggia massonica in Via Condotti, denominata WORLD MASSONIC…e qualcos’altro, di cui ho già parlato.
In concomitanza con questo tipo di frequentazione, GUIDO prese a registrare e a filmare alcuni degli stupri e delle orge a cui  partecipavamo, come in seguito spiegherò.
A questa struttura “uova del drago”, intendo quella formata da noi quattro, sono riferibili una notevole quantità di rapine, alcune delle quali ho già confessato all’A.G. di Milano nonchè i seguenti omicidi, non commessi da me personalmente, che ora elenco in sintesi:
– omicidio del pregiudicato CELLO, avvenuto a Roma Trastevere nel 1973 o 1974 ad opera di GIANNI GUIDO. Il corpo del CELLO fu abbandonato per strada dopo che era stato ammazzato in macchina;
– omicidio di un albergatore di Roma, ucciso con nove colpi sparati da due fucili automatici da ESPOSITO e da GUIDO credo nel 1975. L’albergatore aveva dei debiti nei confronti di BERGAMELLI e dell’avv. MINGHELLI. Fu ucciso proprio su richiesta di BERGAMELLI.
– omicidio commesso nel corso di una rapina da GUIDO e da ESPOSITO mentre io mi trovavo detenuto per i fatti del Circeo, del quale ho avuto notizia in modo molto vago sempre durante la mia detenzione. Tale fatto dovrebbe essere avvenuto fra il novembre del 1974 e il giugno del 1975 a Roma.
– omicidio di un pregiudicato che disturbava con tentativi estorsivi una signora fascista, legata al Fronte Nazionale e proprietaria della fabbrica di stuzzicadenti SAMURAI, avvenuto a Mantova credo nell’estate del 1975. Mi risulta che sia stato commesso da ANDREA GHIRA, MARIO ROSSI e forse SANDRO SPARAPANI su mandato di CLEMENTE GRAZIANI pervenuto al nostro gruppo tramite DANTINI.

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