Angelo Izzo – dichiarazioni 31.1.1994 Golpe Borghese

Nel febbraio 1970, dopo manifestazioni studentesche per ricordare il suicidio di IAN PALACH, io entrai in contatto con Avanguardia Nazionale e partecipai alle sue riunioni di rifondazione nel febbraio del 1970, conoscendo per la prima volta fisicamente DELLE CHIAIE; per questo motivo fui espulso dal M.S.I..
Tuttavia qualche mese dopo, direi all’inizio del 1971, fui reclutato nelFronte Nazionale dal prof. Dalmazio ROSA, che era il mio professore di scienze al liceo San Leone Magno. Questo prof. ROSA era figlio del maggiore ROSA, ex repubblichino, che sarà poi uno degli inquisiti del golpe BORGHESE, in quanto esponente di spicco del Fronte Nazionale.
Io ero entusiasmato per questo ingresso nel Fronte, anche perchè ero uno dei pochi ragazzi che ne facevano parte, e venivo un po’ trattato da ragazzo prodigio, c’era poi un clima cospirativo che mi eccitava, ad esempio in situazioni come quelle a casa del professore ROSA, quando egli mi mostrò delle pistole, regolarmente denunciate, che deteneva in casa.
L’aria era da presa di potere imminente, e questo entusiasmava un ragazzo giovane come me. Partecipai a numerosi riunioni del fronte, sia in via Merici, sia in via Tolmino, in una sede diversa da quella dell’MSI, una sede quasi clandestina che si trovava nel medesimo palazzo dell’ambasciata della Cina Nazionalista. Alle riunioni cui non sempre ero ammesso, venivano usati da molti nomi di copertura c’erano personaggi anche toscani e veneti e non solo ufficiali in pensione, ma anche ufficiali in servizio
attivo.
Poichè il mio ruolo rimaneva in questo ambiente modesto anche per ragione di età, quasi subito mi fu ordinato da ROSA di inserirmi in gruppi più giovanili e di mettermi a disposizioni di elementi del Fronte Nazionale già inseriti con ruoli direttivi in quei gruppi.
Iniziai quindi a frequentare il gruppo di Nuova Europa di via Noto in cui c’era LELLO BONSIGNORE, che in realtà era anche militante del Fronte.
Contestualmente frequentai il Fronte Studentesco e Lotta di Popolo, in cui c’erano rispettivamente Alberto PASCUCCI ed Ezio Maria DANTINI che avevano anch’essi una doppia militanza nel Fronte Nazionale. Lasciai ovviamente Avanguardia Nazionale al cui interno però vi erano molti elementi del Fronte.

IL GOLPE BORGHESE
All’epoca del tentato golpe, io non ero ancora nel Fronte e quindi non vi partecipai direttamente. Tuttavia, dai vari ROSA, PASCUCCI, DANTINI, mi furono forniti particolari concordanti, all’incirca nel 1971, prima che vi fosse l’indagine giudiziaria.
Tutti concordavano che il golpe fosse un tentativo serio, e che BORGHESE, avesse trovato più appoggi, sia militari che finanziari di quanto si aspettasse.
Dicevano anche che a Civitavecchia vi erano, alla fonda, delle navi di proprietà di un armatore ex ufficiale dell’esercito italiano, che aveva un ufficio nei pressi di via Veneto a Roma, navi che dovevano servire per portare gli oppositori in Sardegna ed in altre isole.
Confermavano anche il furto del mitra al Ministero degli Interni ed infine che il contrordine era stato trasmesso da un esponente della massoneria sulla base di pressioni americane, quando ormai BORGHESE si stava apprestando ad occupare la televisione e leggere il proclama.