Dichiarazioni Aurelio Fianchini alla Squadra mobile di Roma – 1975

Da circa quattro mesi e mezzo ero detenuto nelle carceri giudiziarie di Arezzo per furto di ex-voto. In precedenza avevo espiato sette anni di reclusione pure per furto. In passato ero stato già detenuto altre volte per reati comuni. Aderisco al gruppo della sinistra extraparlamentare e precisamente alla IV Internazionale e per circa due anni ho usufruito del Soccorso Rosso. La sera del 15 corrente sono evaso dal carcere di Arezzo insieme a Franci Luciano e D’Alessandro Felice.
Quest’ultimo era segretario della FIGC di Cortona. L’evasione è stata effettuata per portare il Franci davanti ai giornalisti e fargli confermare alcune gravissime rivelazioni, con la falsa promessa di agevolarlo poi nell’espatrio clandestino. Circa le menzionate rivelazioni, posso dire che un mese e mezzo fa, in occasione di diversi colloqui, qualche volta presente anche il D’Alessandro, il Franci mi ha confidato che l’attentato al treno Italicus fu opera del Fronte Nazionale Rivoluzionario. Mario Tuti fornì l’esplosivo, Malentacchi Piero piazzò l’ordigno sul treno nella stazione di Santa Maria Novella, e il Franci, che lavorava nell’ufficio postale della suddetta stazione, fece da palo. L’ordigno era stato preparato dal Malentacchi che aveva acquisito una specifica competenza in proposito durante il servizio militare.

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L’attentato fu eseguito per creare il caos nel paese e favorire l’attuazione di un successivo colpo di stato. L’esplosivo usato per l’attentato all’Italicus era diverso da quello usato per l’attentato alla stazione ferroviaria di Terontola. Durante l’evasione ci siamo sperduti in quanto il Franci non ce la faceva, in quanto percorrevamo lunghi tratti a piedi. Oggi mi sono costituito perché è venuto meno il motivo per cui sono evaso.

Sentenza ordinanza Italicus G.I. Vella pag 36-37.

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