Andrea Brogi – dichiarazione 09.01.1992 Golpe Borghese

“Posso dire che alla fine del 1970 io facevo già parte del Movimento Politico Ordine Nuovo e che nella nostra zona non c’era un sostanziale distacco dalle strutture ufficiali del M.S.I. e molti frequentavano sia l’uno che l’altro ambiente.
Di fatto io, che allora non ero nemmeno ventenne, mi trovai con altri diciassette militanti, fra cui diversi più vecchi e diversi dei quali non conoscevo, a Passignano, vicino al lago Trasimeno nei pressi del passaggio a livello la sera del 7 dicembre 1970 per intervenire sulla federazione provinciale del P.C.I. e sui ripetitori della R.A.I.. C’erano altri due gruppi, uno a Umbertide e uno a Tuoro.
Il nostro gruppo disponeva di un’arma individuale, chi uno Sten, chi un moschetto 91 o una pistola. Io avevo ricevuto le mie due armi per l’occasione da Augusto CAUCHI.

licio_gelli-192x300
Preciso che ciascuno disponeva di un’arma lunga e di una corta. Verso le quattro o le cinque del mattino arrivò l’ordine di ritirarsi
senza che ce ne fosse spiegato il motivo. Anni dopo, e cioè dopo il finanziamento di Gelli nei confronti di Augusto CAUCHI tramite l’intermediazione dell’Ammiraglio Birindelli e del Cap. Pecorella, ricevetti sugli avvenimenti del 1970 una confidenza del
CAUCHI. Questi mi disse che, GELLI aveva fermato, nel 1970, i “ragazzi”, cioè i civili di destra, e i militari sfruttando comunque la situazione per averne vantaggio e cioè per mantenere un forte credito anche dopo la sospensione del golpe.”

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in P2. Contrassegna il permalink.