I golpe del 1970-74 nelle trascrizioni del Sid – Torquato Nicoli e Maurizio Degli Innocenti

Nello stesso periodo il capitano Labruna aveva convinto a collaborare con il S.I.D. altri due congiurati che, a differenza di Orlandini, erano perfettamente al corrente del fatto che le informazioni da loro fornite sarebbero state usate contro il Fronte. Si trattava dell’odontotecnico di La Spezia Torquato NICOLI – che aveva già partecipato al tentativo del 1970 – e dell’avv. di Pistoia Maurizio DEGLI INNOCENTI quest’ultimo presentato da Nicoli a Labruna ed esponente di rilievo del Fronte Nazionale. L’avv. Degli Innocenti aveva deciso di collaborare in quanto preoccupato dalla piega che stavano prendendo gli avvenimenti che comportavano il rischio di una guerra civile e disgustato altresì della presenza all’interno dei progetti golpisti di affaristi ed esponenti della massoneria quali Licio GELLI. Nella fase conclusiva dell’ attività informativa anche il col. ROMAGNOLI aveva poi partecipato ad un importante incontro svoltosi sempre a Lugano il 17.6.1974 con la presenza sia di Remo Orlandini sia dell’avv. Maurizio Degli Innocenti. Il S.I.D. disponeva così di un panorama completo non solo di quanto avvenuto nella “Notte dell’Immacolata”, fra il 7 e l’8 dicembre del 1970 ma anche dei nuovi piani in gestazione che avrebbero dovuto scattare fra il maggio ed il giugno del 1973 e che erano stati momentaneamente rinviati non essendo ancora mature le condizioni per agire, probabilmente per il fallimento degli attentati di Nico AZZI e Gianfranco BERTOLI. Infatti tali attentati non avevano provocato lo stato di tensione sperato, in quanto Nico Azzi era stato arrestato in flagranza e l’episodio quindi era stato addirittura controproducente per la destra, mentre Gianfranco Bertoli non era riuscito a colpire l’On. Mariano RUMOR dinanzi alla Questura di Milano. (…)

nicoli

Anche la parte del colloquio dedicata al compito specifico affidato a Licio Gelli (e cioè privare della libertà personale il Presidente della Repubblica on. Giuseppe Saragat) è assai chiara, nonostante la presenza nella conversazione di alcune battute non comprensibili a causa della sovrapposizione delle voci degli interlocutori. In relazione a tale aspetto del piano è l’avv. Maurizio Degli Innocenti nel colloquio del 31.5.1974 a informare il col. Romagnoli il quale riceve ed appunta zelantemente le notizie ricevute. Il brano della conversazione relativa al ruolo di Licio Gelli deve essere riportato integralmente tenendo presente che nella trascrizione l’abbreviazione M corrisponde a Maurizio Degli Innocenti, l’abbreviazione T a Torquato Nicoli, l’abbreviazione S al col. Sandro Romagnoli e l’abbreviazione L al cap. Labruna :

“M.:. . . . siccome si era parlato al centro di quella dichiarazione Fronte Nazionale dell’acquisizione della persona fisica del Presidente, il quale doveva essere consegnato … consegnato sapete da chi. No?

S.: No.

M.: Da Licio Gelli.

L.: Da?…

M.: Licio Gelli.

S.: No, non ho capito, scusa.

L.: Licio Gelli doveva consegnare precisamente la persona del Presidente della Repubblica in mano al Fronte Nazionale.

M.: Ma questo nel quadro della pianificazione…

L.: Nel quadro della pianificazione delle Forze Armate.

Battute non sufficientemente comprensibili

M.: Questo lo deve confermare Remo.

S.: Allora, Gelli cattura…

M.: Saragat.

S.: Saragat. …(pp.ii.). perchè, che cosa ha Gelli…

M.: Naturale perchè, eh. I rapporti Gelli-Miceli sono chiari. Gelli ha un documento che dà libero accesso in qualunque ora del giorno e della notte, al Quirinale.

S.: Documento che gli è stato dato da chi?

M.: Non lo so.

S.: Chi?

M.: So che il capitano Morandi può darsi che ne sappia qualche cosa.

S.: Chi?

L.: Morandi.

M.: Perché Gelli è lì considerata persona estremamente… estremamente…

(pp.ii. a causa di rumori).

S.: Quindi Gelli avrebbe dovuto avere, nel contesto della pianificazione di Tora Tora, il compito della cattura di Saragat?

M.: Sì

S.: Da parte di chi? Con quali complici? Erano Carabinieri?

M.: Non so se la cattura doveva avvenire in Via della Camilluccia o al Quirinale.

S.: Sì, ma, dico, sulla scorta di quali disponibilità materiali del Gelli?

M.: Questo non lo so. Comunque…

S.: Era un’azione autonoma di cui non si dovevano interessare i nuclei del Fronte Nazionale?

M.: Evidentemente sì. Mentre, a differenza di questo, nel disegno, che ho creduto di capire nella casa di Sorrento (nome non certo), si intendeva a far fare, con un po’ di buona volontà, a Leone a prendere un certo determinato atteggiamento in una certa circostanza. Lui doveva parlare in certo tipo di campane.

S.: Ma, appunto, riferito a quale tempo?

Battute incomprensibili per sovrapposizione delle voci

M.: No… (pp.ii.), per arrivare a Leone, anche in casa sua, riuscire a prenderlo…

S.: Sì

M.: Lui doveva non avere rapporti con l’esterno…

S.: Sì

M.: E in genere non fare dichiarazioni.

T.: E poi sciogliere le Camere.

S.: Ma nel quadro di che cosa?

M.: Ovviamente di una più vasta operazione della quale noi non siamo a conoscenza.

Battute non sufficientemente comprensibili

S.: No, scusa, Tino, io vorrei capire. Io posso capire che catturare Saragat nel contesto di…

T.: Come… (pp.ii.)?

S.: …(pp.ii.), mi pare che, c’è un quadro di base come quello, io lo… (p.i.), ma così io, nella notte, vado a prendere Leone e gli dico: sciogli le Camere. Evidentemente…

T.: Erano uomini muniti di silenziatore.

M.: Io ho precisato…

S.: Ma d’accordo, ma…

M.: Io ho precisato che si trattava di un avallo.

L.: Cioè?

M.: Che la cambiale doveva essere qualcun altro a firmarla, ma a garantirla doveva essere lui. Cioè, a garantire dall’inizio di…

S.: Parliamo… i nomi convenzionali, parliamoci chiaro.

T.: Sì

M.: Qualcuno faceva l’operazione, no? E l’amico Leone compariva alla televisione e annunciava che la Repubblica aveva cambiato indirizzo.

S.: Sì, va beh, ma chi doveva compiere questa operazione?

M.: E chi lo sa? Ecco perchè Pinto aveva chiesto 15 uomini. Non abbiamo fatto domande, non siamo…

S.: Pinto aveva chiesto 15 uomini con 15 silenziatori.

M.: … (pp.ii.).

S.: Allora… (pp.ii.), avremmo vissuto delle giornate con il patema di un immediato colpo di Stato…

T.: Sì

S.: In cui una parte di questa azione sarebbe stata… (pp.ii.) una formazione di 15 persone con 15 silenziatori.

T.: Esatto.

S.: … (pp.ii.). … (p.i.) sta dall’altra organizzazione che sta pensando di fare queste cose qua.

M.: Credi?

S.: Può darsi.

Battute non sufficientemente comprensibili

L.: Se Pinto (nome non certo) chiama Gelli, Gelli è socialistoide, come dice…

M.: Gelli è considerato, negli uffici politici, uomo di dichiarate simpatie per la destra: Movimento Sociale etc. Soltanto chi non ne conosce la contorta personalità può credere ad una facciata di tipo estremo… ”
Non si tratta quindi di un fuggevole scambio di battute all’interno del colloquio ma della delineazione da parte dell’avv. Degli Innocenti, in un modo sufficientemente particolareggiato, dell’esistenza di un compito ben preciso affidato a Licio GELLI: la cattura del Presidente Saragat come azione autonoma all’interno del progetto golpista della quale non erano incaricati i nuclei del FRONTE NAZIONALE ma un nucleo specifico diretto da Licio Gelli (f. 176 delle trascrizioni). Risulta poi evidente dalle notizie fornite dall’avv. Degli Innocenti il diverso atteggiamento che doveva essere tenuto nei confronti del Presidente della Repubblica in occasione dei due diversi progetti golpisti del 1970 e del 1973/74.

saragatgiuseppe

Nel 1970, quando Presidente della Repubblica era l’on. Giuseppe SARAGAT, non si poteva sperare in uno spontaneo cedimento ai congiurati del Presidente e quindi l’on. Saragat doveva semplicemente essere catturato e messo in condizione di non potersi opporre ai golpisti. Nel 1973/74, quando Presidente della Repubblica era l’on Giovanni LEONE, il quadro si presentava in modo diverso poiché l’on. Leone poteva essere convinto, senza la necessità di usare la forza, ad assumere un determinato atteggiamento di arrendevolezza o passività, essere indotto a sciogliere le Camere e a comparire alla televisione annunciando più o meno spontaneamente che la “Repubblica aveva cambiato indirizzo”. I golpisti confidavano cioè, in questo secondo progetto, in un avallo presidenziale (foglio 167 della trascrizione). La diversa origine e posizione politica dei due Presidenti – l’on. Saragat legato al mondo del socialismo riformista e l’on. Leone certamente vicino ad ambienti moderati – rende peraltro del tutto plausibile il racconto dell’Avv. Degli Innocenti. Si noti che il colonnello Romagnoli ha ammesso di avere preso costantemente appunti nel corso dell'”audizione” dei due informatori (cfr. int. 26.10.1992). Nonostante ciò e nonostante il fatto che il discorso dell’avv. Degli Innocenti relativo al ruolo di Licio GELLI fosse stato abbastanza preciso ed articolato ed attenesse al momento “centrale” della congiura dal punto di vista istituzionale, il colonnello Romagnoli ha dichiarato di non ricordare il nome di GELLI o che perlomeno tale nome , forse annotato negli appunti, non aveva suscitato in lui alcun interesse (cfr. int. citato, f.3).

Sta di fatto, a parte tale inspiegabile commento (si parlava con riferimento a GELLI del rapimento del Presidente della Repubblica e non
di un qualsiasi oppositore politico), che non solo tali appunti sono spariti, circostanza che può essere anche giustificabile, ma anche che
negli atti del S.I.D. relativi all’operazione “Furiosino” (nome in codice con cui era denominata l’indagine sul golpe sulla base dell’assonanza
Orlandini-Orlando furioso-Furiosino) non è presente alcuna informativa, accertamento o approfondimento su LICIO GELLI.
Secondo gli accertamenti del SISMI, è presente negli atti del S.I.D. solo un foglietto informale e non protocollato in cui si rileva che fra gli ufficiali aderenti ai progetti golpisti vi erano ufficiali iscritti alla massoneria, assicurazione questa che sarebbe pervenuta tramite un certo GELLI (cfr. nota SISMI in data 19.9.1992, vol.16, fasc.15, f.1).
La conclusione è evidente: la figura di LICIO GELLI è stata volutamente espunta dagli accertamenti e dal rapporto conclusivo del S.I.D.
Del resto si trattava, secondo le parole del generale Maletti, di una “persona sacra per il Servizio”, come emerge dal racconto del capitano
Santoni – di cui si parlerà nel prossimo capitolo -, l’ufficiale di uno dei Centri C.S. di Roma che aveva “incautamente” osato svolgere alcuni
accertamenti su Gelli.
Purtroppo l’avv. Degli Innocenti, che disponeva delle notizie sul ruolo di Licio GELLI nel golpe e probabilmente di notizie assai più ricche sul
capo della P2, è deceduto sin dal 1983 e non è e non sarà quindi facile effettuare nella sede giudiziaria competente ulteriori approfondimenti.
Si deve tuttavia sottolineare che l’avv. Degli Innocenti, già combattente nella X Mas e uno dei primi seguaci di Junio Valerio Borghese nel Fronte
Nazionale (cfr. nota DIGOS di Firenze in data 14.10.1992, vol.16, fasc.5, f.3), era uno degli esponenti di alto livello della congiura e quindi era
un testimone affidabile ed attendibile di quanto doveva avvenire, ed in parte è avvenuto, la notte del 7 dicembre 1970.
La bontà, la serietà e il carattere di prima mano delle notizie acquisite dall’avv. Degli Innocenti sugli sviluppi del progetto sono del resto
testimoniate dal complessivo contenuto della trascrizione dei colloqui in data 30 e 31 maggio 1974 nell’ambito dei quali egli certamente ha fornito
al colonnello Romagnoli elementi sempre precisi e particolareggiati ed era in sostanza il suo primcipale interlocutore.
Si ricordi inoltre che l’avv. Degli Innocenti ha reso anche nel processo relativo alla strage di Piazza Fontana una lucida e importante
testimonianza, originata dal suo rifiuto di azioni violente e terroristiche e dalla sua dissociazione dalle componenti più estremistiche dell’arco della destra.

Sentenza ordinanza G.I. Salvini 1995