L’arresto di Stefano Delle Chiaie ed il vaglio della documentazione a lui sequestrata

Stefano Delle Chiaie, da più di un decennio latitante, venne localizzato ed arrestato a Caracas e, estradato in Italia, giunse all’aeroporto di Roma il 31.3.1987.
A quel tempo la sua posizione interessava numerose autorità giudiziarie, fra le quali il G.I. di Bologna Daniela Magagnoli – titolare a quel tempo dello stralcio dal processo per la strage del 2.8.80 – ed il G.I. che scrive, per il quale Delle Chiaie era assoggettato a provvedimento di cattura emesso ancora in sede di istruzione sommaria. (…) Delle Chiaie venne infine sistemato in una struttura carceraria di massima sicurezza e posto a disposizione dei suoi giudici, come pure fu messo a disposizione il materiale documentale sequestrato al momento del suo arresto a Caracas.
I procedimenti per la strage di Bologna e per l’Italicus, come già notato, erano a quel tempo separati sicché il materiale in questione fu oggetto di accertamenti separatamente svolti dai due G.I., che peraltro si coordinarono per il compimento congiunto di alcuni atti.
Il materiale documentale sequestrato a Delle Chiaie di interesse per l’istruttoria è costituito da scritti, appunti, promemoria, schemi, per lo più di carattere difensivo, tendenti a mettere a punto e organizzare sistematicamente una ricostruzione – ovviamente del tutto unilaterale – del fenomeno stragista (…).
Oltre a questo tipo di materiali, vi sono altri scritti riportanti progetti del Delle Chiaie tesi a promuovere la formazione di un’opinione pubblica orientata ad accogliere favorevolmente quella “Verità sulle stragi” che andava man mano elaborando (si parla di strutture permanenti costituite da simpatizzanti, di una conferenza sulle stragi, di contatti con importanti uomini politici e giornalisti ecc.; (…).
Infine sono state sequestrate agende di epoca recente riportanti pressoché quotidianamente fatti e riflessioni.
Da tutto questo materiale traspare un notevole sforzo per elaborare e far prevalere – nei processi e nell’opinione pubblica- una ricostruzione dello stragismo che salvasse Avanguardia e – almeno in parte – la destra (…). Bersaglio di questa ricostruzione divengono, naturalmente, i Servizi Segreti.
Ciò è abbastanza ovvio. infatti, come si avrà modo di notare ancor meglio trattando la posizione di Vincenzo Vinciguerra, dopo che, nel 1983, si erano avuti (con calore, Aleandri, Izzo, Cristiano Fioravanti ecc.) i primi contributi alla ricostruzione delle verità sulle stragi provenienti dall’interno della destra, apparve evidente che i soggetti coinvolti nella strategia stragista erano sostanzialmente due: i gruppi di destra e i Servizi Segreti, o meglio alcuni settori dei gruppi di destra e alcuni settori dei Servizi Segreti.
Non era più possibile sostenere con un minimo di credibilità che le stragi fossero opera di anarchici, di terroristi di sinistra, di criminali comuni, del terrorismo internazionale o addirittura di squilibrati, come peraltro più volte si era cercato di sostenere.
La partita – nei processi in corso, di fronte all’opinione pubblica e forse anche di fronte alla storia – era da giocare tenendo conto di tale ineludibile dato di realtà. Certo era ancora possibile – come peraltro venne poi fatto nelle varie sedi dibattimentali – attaccare i “pentiti”, e screditarli secondo tecniche ormai consuete, ma i termini del confronto erano ormai inevitabilmente segnati.
Delle Chiaie si sente portatore del compito storico di liberare la destra – o almeno A.N. – dal sospetto di stragismo da cui è gravata (ciò lo afferma peraltro in modo esplicito) e per assolvere questo compito non può far altro che chiamare in causa – ma con prudenza, per quanto possibile senza compromettere definitivamente nessuno – i vecchi complici delle campagne di provocazione e di disinformazione, i comprimari della strategia stragista, coloro che hanno coperto i colpevoli, deviato le indagini.
Nel far ciò ha naturalmente buon gioco, perché uomini delle istituzioni, nel corso degli anni si sono effettivamente succeduti a deviare le indagini e a proteggere i responsabili delle stragi.
E’ tenuto conto di questa premessa che occorre valutare la documentazione sequestrata a Delle Chiaie e gli squarci di verità che in essa si possono cogliere.

Sentenza ordinanza Italicus bis pag 78-80

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