Vincenzo Vinciguerra – dichiarazioni rese al G.I. Gianpaolo Zorzi

«Sulla Toscana posso dire che si caratterizzò per la presenza di gruppi eterogenei ed instabili, composti anche di persone disponibili a qualsiasi opera di provocazione contro di noi, tra le quali persone io indico Augusto Cauchi. Ad Arezzo risiedeva il fratello di Delfo Zorzi che mi risulta aver condiviso le posizioni politiche di questi, anche se non so se è mai stato iscritto a Ordine Nuovo. Su Cauchi posso aggiungere che abbandonò l’Italia grazie ad un preavviso datogli da un elemento dell’ufficio politico della Questura di Arezzo. Ciò appresi dallo stesso Cauchi quando, dopo esserci incontrati in Spagna, ci conoscemmo».
(…)
«Il Cauchi venne rintracciato giù a Barcellona e non è che venne avvicinato con entusiasmo, tutt’altro, tanto è vero che fu sempre emarginato da ogni tipo di attività politica nostra, di Avanguardia Nazionale. Venne aiutato. Era ricercato e venne aiutato a trovarsi un lavoro e a vivere in Spagna e in America latina dopo. (…) È persona piuttosto cauta il Cauchi nel parlare. Però… Non fece specifico riferimento ad un personaggio della destra, accennò ad un suo contatto, una sua conoscenza con Gelli, ma in forma molto generica. (…) Parlò di soldi, parlò delle 50-100.000 lire che questo industrialotto aretino  – così ne parlò lui – che ogni tanto gli dava per fare dei volantini e via di seguito (…) il contributo di un simpatizzante. (…) Il Cauchi non venne sottoposto ad interrogatorio quando venne in Spagna, almeno non da me. Il frutto di queste conversazioni con Cauchi risale praticamente al 1977 quando ci trovammo insieme in America Latina, perché in Spagna i rapporti erano molto scarsi fra me e lui. (…)

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