Vincenzo Vinciguerra – verbale 03.07.1985 prima parte

Successivamente oggi 850703 alle ore 10.25 il verbale viene riaperto presenti tutte le persone di cui sopra compreso l’ avvocato Pisauro. Il Vinciguerra a domanda risponde: come ieri ho detto, nel giugno del1977, poiche’ la Spagna era divenuta terra bruciata, raggiunsi il Cile. In Sud America rimasi fino al febbraio del 1979. Oltre che in Cile soggiornai anche in argentina. In sostanza, almeno per quanto riguardava Avanguardia, chi voleva svolgere ancora attivita’ politica doveva per ragioni di agibilita’ trasferirsi in Sud America dove appunto sussistevano le condizioni per continuare a svolgere un impegno politico all’ estero. Quando io giunsi in America Latina, gia’ vi era Delle Chiaie Stefano. Altre persone che la’ trovai furono pagliai ed Cauchi augusto.

Adr: anche Cauchi l’ avevo gia’ conosciuto in Spagna. Devo subito precisare che il Cauchi non svolse mai alcuna attivita’ politica per AN ne’ in Spagna ne’ in America Latina; da AN egli, come tanti altri, fu semplicemente aiutato per le sue necessita’ materiali. Egli apparteneva ad ON, pero’ per motivi che io non conosco all’estero fu sempre tenuto ai margini dai militanti di ON, tanto che lo stesso Graziani Lello, passando per la Spagna, non aveva voluto ne’ incontrarlo ne’ conoscerlo: ritengo infatti, anzi asserisco che Graziani e Cauchi in Italia non si erano mai conosciuti. Per tale situazione di emarginazione Cauchi ci fece anche un po’ pena e cosi’, nonostante le nostre forti riserve nei suoi confronti, gli demmo quel sostegno umano che non abbiamo mai negato a nessuno. Le ragioni delle nostre riserve erano date dalla complessiva ambiguita’ del personaggio, confermata anche dall’ atteggiamento nei suoi confronti di quelli di ON (atteggiamento condiviso, almeno in Spagna, pure da Rognoni); dai continui contatti che aveva mantenuto con l’ Italia, e sui quali appariva sempre molto evasivo.
In particolare ci risulto’ che uno di questi contatti era con l’avvocato Ghinelli di Arezzo, altro personaggio che giudicavamo ambiguo.

Adr: Cauchi mi sentirei di definirlo come persona estremamente attenta alla sua sicurezza personale, capace di prendere tutte le misure di sicurezza opportune per la propria salvaguardia, e fra queste quella di non lasciarsi mai andare a confidenze.

Adr: mi rendo conto che a posteriori queste caratteristiche di Cauchi possono suonare strane con riferimento all’ appoggio che noi di AN gli demmo, peccando come in altri casi di superficialità (cito qui il caso del senatore Lanfre’ Giovanni).

Adr: il predetto senatore riparo’ in America Latina per fatti di comune delinquenza, mi pare truffe. Rifugiatosi dapprima in Brasile presso il senatore Cremesini, giunse poi a Buenos Aires, ovre tramite il comandante Taddei venne conosciuto da Delle Chiaie, il quale, impietosito dalle precarie condizioni del Lanfre’, decise di ospitarlo egualmente, anche se non era ricercato per motivi politici.

Delle Chiaie chiese preventivamente notizie a me sulla persona di Lanfre’, che era di Venezia, ricevendo da parte mia un giudizio negativo. Cio’ malgrado in Delle Chiaie prevalsero delle considerazioni umane, e fu cosi’ che il Lanfre’ si trasferì in Cile dove io stesso lo ospitai in un appartamento.

Adr: il citato comandante Taddei ho avuto modo di conoscerlo personalmente, mentre nulla mi dice il nome di tale Neri, che ora sento fare da voi. Posso dire che il Taddei era un ex ufficiale della marina militare Italiana, da parecchi anni residente in argentina; Era molto noto negli ambienti dei connazionali residenti in argentina era conosciuto come uomo genericamente di destra ed era presidente di un’ associazione combattentistica. Inoltre faceva parte, non so con quale ruolo, di una sorta di comitato tricolore. Mi risulta che avesse conoscenze ed agganci in ambienti diplomatici Italiani, cosa del resto abbastanza normale per un personaggio come lui.

Adr: in America Latina, solo una volta, nel centro di Buenos Aires, mi capito’ di incontrare casualmente Orlando Gaetano, che cercai di pedinare ma senza successo. Mi interessava di stabilire con chi se la facesse a Buenos Aires, perche’ sapevo che risiedeva stabilmente in Paraguay con Massagrande Elio. Ne persi le tracce perche’ anche lui mi aveva notato ed evidentemente cerco’ di sfuggirmi.

Adr: tornando all’ incontro avuto con Orlando a Madrid, incontro che avvenne nel 740600, ed alle cose dette in tale occasione, escludo che sia venuto fuori che militanti di AN fossero stati in qualche modo assoldati o addirittura noleggiati dal Mar.
Riguardo a rapporti intercorsi tra AN e il Mar, devo dire, per quanto a me risulta, vi fu solo un episodio di collaborazione, peraltro del tutto contingente ed occasionale. Alcuni ragazzi di AN, nel senso di militanti dell’ organizzazione, i cui nomi preferisco non fare, vennero ospitati in un appartamento del Mar a Milano per alcuni giorni nel 740400 – 740500 poiche’ avevano problemi con la giustizia.
Di questo episodio io ebbi conoscenza tramite Delle Chiaie in Spagna e la cosa venne discussa ed anzi contestata all’ Orlando in occasione di quell’ incontro a Madrid. Devo aggiungere che quei ragazzi di AN di loro iniziativa presero contatti con l’ ambiente del Mar, ottenendo quella ospitalita’, senza che di cio’ nulla sapessero Delle Chiaie e il centro operativo di AN. Il contatto con il Mar fu evidentemente favorito e consentito dalla presenza in tale organizzazione di elementi che in passato avevano fatto parte di AN e che poi o ne erano usciti o ne erano stati espulsi. Gli ex militanti di AN passati al mar erano, tanto per citarne alcuni, Esposti, Zani, D’Intino, Danieletti, Vivirito e Borromeo.

Adr: ricordo l’ episodio dell’ attentato alla sede del psi di Brescia del 730200, che come fatto di cronaca, all’ epoca, conobbi come tutti come tutti attraverso i giornali. Di tale episodio ebbi modo di sentire parlare da Delle Chiaie e di parlarne l’ anno successivo in Spagna, quando si discusse di tante cose avvenute nella primavera estate del 1974 ed in precedenza. Stefano mi disse che le persone implicate in quell’ episodio erano state espulse da an, non senza che Avanguardia li favorisse sul piano dell’ assistenza legale: questo avvenne per ragioni etiche in quanto pur essendo “camerati che avevano sbagliato”, non si poteva seguire l’ esempio del Msi, che in casi simili scaricava totalmente i suoi iscritti.
Delle Chiaie non mi preciso’ in quale forma era stata assicurata l’ assistenza legale, se cioe’ procurando avvocati, o semplicemente fornendo fondi per il pagamento delle spese legali. In particolare Delle Chiaie mi spiego’ che nel nord Italia, nel periodo 1973 – 1974, Avanguardia aveva proceduto ad espellere elementi propri in quanto costoro agivano all’ insaputa del centro dirigenziale, coinvolgendo il nome di AN in operazioni di cui la stessa non condivideva ne’ il fine ne’ il metodo. Mi pare che mi accenno’ anche alla chiusura di almeno una sede, non ricordo ora di quale citta’, forse Brescia.

Adr: nulla so, o almeno non ricordo, di una visita fatta da Ballan e Tilgher all’ avv Degli Occhi nei primi mesi del 1974. So comunque per certo che da parte del gruppo dirigente di AN venne sempre nutrita una notevole ostilita’ nei confronti di personaggi come Degli Occhi e Bonocore Luciano e formazioni del tipo della “Maggioranza silenziosa”.

Adr: di Di Giovanni Mario posso dire solo che milito’ certamente in AN, ma non saprei dire se anch’ egli, come altri, gravito’ poi nell’ area del mar o simile. Piuttosto mi risulta che in tempi successivi passo’ in area cattolico integralista e tradizionalista, mi pare aderendo ad “Alleanza Cattolica”.

Adr: quanto al nome Colombo Giovanni, esso non mi è nuovo, ma al riguardo non ho nessun elemento o particolare da riferire.

Adr: non ho notizia di una contestazione cui sarebbe stato posto il comandante Taddei in Argentina da parte di ambienti a lui vicini a causa della sua conoscenza con Delle Chiaie e della frequentazione dello stesso. In particolare non mi risulta che nell’ ambito di questa polemica si fosse in qualche modo inserita la rivelazione secondo cui Delle Chiaie avrebbe prestato, a pagamento, suoi uomini, D’Intino e Danieletti, ad Esposti; e che, dopo Pian di Rascino, avesse ricevuto l’ offerta di pagamento o il pagamento a mezzo di una azione societaria, cioe’ di un titolo azionario. Devo dire che trovo tutto cio’ particolarmente comico e risibile. Piuttosto mi viene in mente che gia’ in Spagna qualcuno, nell’ambiente dei rifugiati, non Delle Chiaie, ma un altro che ora non riesco a rammentare, forse poteva essere Orlando Gaetano, aveva una azione, voglio dire un titolo azionario, che io stesso ebbi modo divedere, ma che non ricordo cosa fosse (poteva essere un titolo estero), dal quale si riprometteva di ricavare grossi frutti. Furono fatti dei tentativi per incassare il titolo, ma che a me risulti senza successo.

Adr: non ricordo se questa storia si trascino’ poi anche in Argentina.

Adr anzi domanda: le risulta che nel 1975, mentre Vivirito era detenuto nel carcere di Lodi, fosse stata progettata la sua evasione con l’ appoggio dello stesso Delle Chiaie?
Risposta:Preferisco non rispondere a qualsivoglia domanda riguardante Vivirito.

Adr: tornando a Cauchi, posso aggiungere che egli si trasferi’ in America Latina con mezzi propri, voglio dire senza l’ appoggio di Avanguardia, che invece ricevette poi sul posto. Quanto alle esperienze fatte dal Cauchi in Italia, ribadisco che egli ne parlo’ abbastanza poco per quella sua riservatezza di cui ho detto. In particolare non diede mai notizie su persone e gruppi con cui avesse operato, ne’ di contatti eventualmente avuti con elementi di altre zone d’ Italia. Personalmente non ricordo che mi abbia mai parlato ad esempio di Milano o di Brescia. Devo anche precisare, per la verita’, che tra me ed il Cauchi non corse mai molta simpatia. Quindi era logico che non mi facesse particolari confidenze. Ricordo solo suoi generici racconti su banali scontri di piazza coi “compagni”. Di un personaggio, tuttavia, egli ebbe a parlare, nel 1977 in sud America, personaggio che egli descrisse in maniera alquanto riduttiva rispetto a cio’ che poi venne si venne a sapere del medesimo: si tratta di Gelli Licio. Ricordo che Cauchi ne parlo’ semplicemente come di un industriale aretino, simpatizzante per la destra, con il quale egli aveva intrattenuto una certa famigliarita’, nel senso che come diceva, Piu’ volte era stato in casa sua, nella quale aveva libero accesso.
Aggiunse anche che il Gelli talvolta gli aveva versato dei piccoli contributi dell’ ordine di 50 o 100 mila lire per l’ attivita’ di esso Cauchi e del suo gruppo. Cauchi certamente non parlo’ di finanziamenti piu’ cospicui e si riferi’ a piccoli contributi appunto per l’ attivita’ politica spicciola, tipo stampa di volantini e spese di trasferta per manifestazioni.

Adr: si venne a parlare di Gelli, in quanto era un nome che nel 1977 stava ormai emergendo pubblicamente, come persona oltretutto legata ad ambienti neo fascisti. Da qui l’ occasione di parlarne con Cauchi, visto che come Gelli era di Arezzo. Ancora su Cauchi posso dire che, ancora in Spagna, in ragione della sua inquietante e preoccupante ambiguita’, si prese addirittura inconsiderazione l’ ipotesi di una sua eliminazione fisica; ipotesi che rimase tale in quanto il Cauchi, sottoposto a pressanti richiesta dichiaramento, rispose protestando la sua piena buona fede ed arrivando anche a piangere. Di talche’ prevalsero ragioni umanitarie, peraltro da me personalmente non condivise. In ogni caso gioco’ a favore del Cauchi la situazione di emarginazione in cui versava e che riduceva enormemente la sua eventuale pericolosita’.

A questo punto, essendo le ore 13.10, l’ interrogatorio viene momentaneamente sospeso, dandosi atto che verra’ ripreso alle ore 14.15.

L.c.s.

 

Annunci