Libero Mancuso – audizione in Commissione stragi

“(…) si possono individuare più soggetti, il che vuol dire che necessariamente ci troviamo di fronte a più strategie, perché ogni soggetto era portatore della propria. Per quanto riguarda le strategie delle organizzazioni neofasciste, penso che queste siano abbastanza chiare, così come è chiara l’utilizzazione di queste strategie della destra eversiva da parte di soggetti più forti, che erano poi i servizi segreti, ma con il particolare marchio di fabbrica della appartenenza alla massoneria. Questo è infatti un elemento che credo caratterizzi tutta la storia dell’eversione, perché qualsiasi elemento abbiamo esaminato ha sempre dato vita all’emergere di responsabilità dirette o di interventi di depistaggio da parte di appartenenti alla massoneria. Allo stesso modo, tutti i nostri servizi segreti, prima e dopo la riforma, hanno avuto questo marchio di fabbrica, cioè l’appartenenza alla massoneria come elemento necessario per potersi collocare all’interno di determinati ruoli e di certe responsabilità.
Quindi vi era una strategia della massoneria e della P2 che rispondeva ad elementi di carattere internazionale, influenze di natura statunitense, in particolare della CIA. Si può parlare di compenetrazioni molto forti, di cui non sto a parlare tanto sono evidenti. Così come sappiamo che esponenti di primo piano della CIA reclutavano persino nei nostri servizi segreti ufficiali perché si affiliassero alla P2.
Vi è poi un disegno politico più interno e nazionale tendente alla conservazione e al rafforzamento per molto tempo di un determinato potere anche personale che avveniva grazie ai servizi segreti attraverso una lotta fondata sulle veline, sui ricatti, sul condizionamento politico e che quindi vedeva i servizi segreti come un’agenzia che a volte si divideva e si spaccava per servire questi interessi immediati.
All’interno di questo coacervo di interessi non sempre divergenti, abbiamo comunque più volte il tentativo di utilizzare i gruppi più facinorosi facendo loro rappresentare la possibilità di un disegno eversivo da praticare e che invece servivano soltanto come merce di scambio o addirittura come accreditamento successivo per chi appariva come l’artefice della sconfitta di quel movimento eversivo”.

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