Consulenza Cipriani-Giannuli 12.6.2001 sulla politica usa nei confronti dell’Italia

I consulenti hanno ricevuto l’incarico di esaminare documentazione inerente alla politica USA nei confronti dell’Italia e dell’Italia nei confronti degli USA , e ai commenti delle Autorità degli USA, con riferimento a vicende di tipo eversivo che hanno riguardato o potevano riguardare l’Italia.
Si tratta di documenti acquisiti dalla commissione stragi dagli archivi Washington e fondazioni presidenziali. Tra i documenti vengono evidenziati i seguenti:

MEMORANDUM inviato dal Consiglio Nazionale di sicurezza ad Henry KISSINGER e da questi girato al presidente il 6.5.74.
Il Memorandum dimostra come il Presidente degli Stati Uniti e il Segretario di Stato fossero preoccupati del risultato del referendum sul divorzio del 12 maggio 74.
Nell’atto si evidenzia che lo stesso avrà un forte impatto sugli sviluppi politici in Italia. Si parla del solco tra la DC, favorevole alla cancellazione, socialisti, socialdemoratici e repubblicani che sostengono il mantenimento. Si parla delle pressioni di BERLINGUER per il compromesso storico. Si evidenzia che “Elementi delle Forze armate italiane sono probabilmente preoccupati della maggiore influenza potenziale dei comunisti, ma non stanno portando avanti alcun piano concreto di azione. Questa situazione tuttavia può cambiare se si ritiene che i comunisti siano sul punto di avere un ruolo maggiore di governo nell’immediato futuro”.
Nei mesi successivi al maggio 74 in un memorandum di conversazione tra NIXON e l’ambasciatore in Italia VOLPE, questi afferma che “un colpo di stato è possibile. Ma secondo me non accade”. Si evidenzia come questa attenzione degli USA ai massimi livelli in un periodo esattamente coincidente con i fatti che ci interessano, può aver rappresentato un terreno fertile per interventi dei servizi italiani (deviati, o non deviati che siano), tesi a favorire iniziative delle forze eversive di destra tese a provocare, con azioni eclatanti, spostamenti dell’asse politico verso destra. Anche l’interesse per il comportamento dei militari non può che essere valutato nella medesima direzione, trattandosi delle Forze che più facilmente sono in grado di realizzare un colpo di stato.

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I consulenti riferiscono di un telegramma classificato segreto del 28.6.64 che informava della possibilità nei giorni successivi di un colpo di stato. Di ciò l’ambasciata americana si era precipitata ad informare Washington.
Il 1 agosto 69 vi è una memoria dell’Analys branch inviata da Roma agli USA in cui si affronta la questione GOLPE. Viene chiesto agli analisti di verificare se in Italia c‘era la possibiità che i militari prendessero il potere come in Grecia. Nella nota (pag.8) si osserva che la maggioranza di ufficiali italiani sono conservatori se non di destra e che preferirebbero un coalizione più conservatrice del centro sinistra. Si osserva che riduce la possibilità di colpo di stato militare la mancanza nel paese di una singola metropoli. In sostanza gli analisti USA osservano che, pur non ritenendo verosimile l’ipotesi di un golpe militare classico, non escludevano che le forze armate avrebbero appoggiato una eventuale stretta autoritaria, come quella
ipotizzata nel 64.

Pag.9
MEMORANDUM 13.11.70
Il Gen.Enzo MARCHESI , capo di stato maggiore dell’esercito, espresse alcune considerazioni durante l’incontro che avvenne il 25.10.1970 col generale WESTMORELAND, capo di stato maggiore dell’esercito degli USA:
(Il documento è sottoscritto anche dal generale WESTMORELAND, indicato da DIGILIO nei suoi interrogatori, in particolare quello del 15.5.1996, quale colui che emise un provvedimento che stimolava negli ordinovisti iniziative anticomuniste) Nel documento si legge:
“Normalmente , i militari italiani non sono immischiati nelle politiche nazionali, ma quando sono minacciati dalla possibile partecipazione Comunista nel governo, è necessario per i leaders militari essere in stretto contatto con i politici democratici allo scopo di sostenere la loro posizione e dare loro forza per opporsi al Comunismo.
Le Forze Armate sono all’unanimità anti-comuniste e sperano che una soluzione democratica potrà essere trovata per mantenere una Italia libera e democratica. Il Generale MARCHESI ha detto che desidera fortemente un aiuto americano nella lotta contro il Comunismo in Italia. Il Partito Comunista in Italia è molto forte. Sono ben organizzati e disciplinati. Il loro obiettivo è di ottenere il potere per entrare nel governo in qualsiasi modo. Si rendono conto che non possono fare questo direttamente in questo momento, ma loro hanno una grande influenza sul partito Socialista Italiano (Psi).
Il Partito Democristiano è il partito favorito dalla gente, ma ha tanti problemi interni ed è diviso in vari gruppi. Il Generale spera che gli Stati Uniti possano possano assistere in qualsiasi modo possibile quei politici democratici che desiderano un’Italia democratica e libera. Con l’aiuto degli Stati Uniti e dei leaders dell’esercito italiano, il Generale ha detto che lui spera di tenere duro contro il Comunismo.

Pag.11
Vi è un telegramma dell’ambasciatore USA dell’aprile 71, che anticipa il medesimo problema. Nel documento viene espressa un’estrema preoccupazione nelle forze armate per un eventuale avvicinamento del PCI all’area di governo e le preoccupazioni registrate nel maggio 74 erano identiche a quelle evidenziate dall’ambasciata USA nell’aprile 71 in un telegramma classificato segreto dal titolo “Irrequietezza dei militari riguardo a sviluppi politici”, in cui l’ambasciatore parla di questa irrequietezza per un’accelerazione inaccettabile della tendenza verso la sinistra del governo. Si commenta che qualcuno sostiene che le FFAA devono muoversi prima di giugno per prevenirle.
Pag.12
Nota del 31 maggio 74 dell’Ambasciata di Roma al Segretario di stato su un possibile governo di sicurezza nazionale.
L’ambasciata degli USA vedeva con preoccupazione la deriva eversiva e terroristica, fonte di una “possibile legittimazione dell’ingresso del PCI nel governo”. Nello stesso periodo Edgardo SOGNO aveva cominciato ad ipotizzare la volta autoritaria dell’agosto 74.

Memoria PM strage Piazza della Loggia

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