Gianluigi Radice – dichiarazioni 12.4.1991

Gianluigi RADICE, in data 12.4.1991, dopo avere fatto presente che egli negli anni 1972/1973 ricopriva l’incarico di Segretario provinciale del
Fronte della Gioventù, ha riferito in primo luogo in merito alla radicalizzazione delle posizioni del gruppo La Fenice:

“……io stesso, nella mia qualità di dirigente, lamentai con Almirante il pericolo che proveniva da certe posizioni.
Almirante promise provvedimenti, ma nella stesso tempo mi fece presente e mi resi conto che il gruppo La Fenice godeva della protezione e della
copertura, all’interno del Partito, di Pino Rauti. Ovviamente la situazione precipitò con gli avvenimenti dell’aprile 1973, l’arresto di Azzi, la fuga di Rognoni e così via. Tale gruppo, legato anche all’interno da forti rapporti amichevoli fra i componenti, era formato (oltre a Rognoni) da Azzi, Marzorati, Battiston, Diana Gobis, Cesare Ferri, Zaffoni, detto “Menta”, e Di Giovanni……il gruppo di Giancarlo Esposti, invece, era vicino al gruppo La Fenice, ma non si identificava in esso.
Con Esposti c’erano D’Intino, Vivirito e persone forse più vicine ad Avanguardia Nazionale. Dell’attività del gruppo La Fenice non posso dire molto per scienza diretta poichè c’era una forte situazione di contrasto. Era tuttavia evidente che il gruppo, e in particolare Rognoni, aveva continui contatti con altre persone di gruppi analoghi in altre zone d’Italia.
C’erano contatti con un gruppetto di Brescia che faceva capo a Mainardi e De Benedetti. C’era Mauro Meli di Genova, che era in contatto con Rognoni, ed appariva un tipo assai determinato. C’erano poi contatti di Rognoni con esponenti di gruppi veneti di Mestre, come Martino Siciliano, e di Padova e cioè all’interno dell’ambiente ordinovista……
A sua volta, Martino SICILIANO veniva a Milano abbastanza spesso e del resto aveva sposato Ada Giannatiempo che era dell’ambiente di destra di Milano. Siciliano viaggiava spessissimo anche perchè, credo in qualità di impiegato della S.I.P., aveva praticamente dei viaggi gratis sui treni o comunque aveva forti riduzioni.
Egli costituiva per il Veneto uno dei referenti diretti di Signorelli che conosceva bene. Ricordo che una volta io stesso andai a Venezia da lui e da altri amici e a Venezia partecipai ad una riunione di Ordine Nuovo in cui c’erano SICILIANO, ZORZI e SIGNORELLI, anche se mi trattenni appena perchè non ero personalmente interessato. Ciò avvenne tra il 1970 e il 1971 in un bar che aveva una grossa sala riunioni.
Tornando al gruppo La Fenice, ritengo che il loro referente per l’approvvigionamento di esplosivi fosse in via normale Giancarlo Esposti il quale praticamente viaggiava sempre con armi ed esplosivi……tuttavia è anche probabile che Martino Siciliano potesse rifornire il gruppo milanese poichè disse anche a me in varie occasioni che se c’era bisogno di esplosivo non c’era alcun problema…… Posso ribadire che Martino Siciliano parlava di come si confezionavano ordigni esplosivi con grande professionalità e competenza…… Vantava la sua amicizia con Franco Freda……”

Sentenzaordinanza g.i. Salvini 1995 pag 101-102

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