Gaetano Orlando – dichiarazioni 15.7.1991

“… Oltre a me c’era tutto il comitato direttivo di Italia Unita (alla riunione presso il circolo Giuliano Dalmata ndr), o almeno una buona parte di esso, nonché tale Cerrina Ferroni, di Torino, ricordo poi che c’erano altri di Torino, in rappresentanza di Edgardo Sogno, ma non ricordo se abbiano preso parte alla riunione pubblica o a quella riservata. Nel corso di quest’ultima, comunque, vennero decise sostanzialmente  due cose, cioè la marcia della Maggioranza Silenziosa, della quale si occuparono il Degli Occhi e il Bonocore, nonché l’approfondimento dei rapporti con rappresentanti delle Forze Armate. In questo quadro vi furono contatti col gen. Ricci e con l’Arma dei Carabinieri. Tali contatti furono mantenuti dai militari appartenenti al comitato direttivo o comunque simpatizzanti di Italia Unita.. Spontaneamente aggiungo ancora che Giancarlo Esposti era divenuto l’uomo di fiducia del Fumagalli, ma che era stato infiltrato nel MAR dal Delle Chiaie. L’Esposti sapeva tutto quello che so io, anzi molto di più ed è mia convinzione che per questo sia stato ucciso, pur essendosi arreso ai Carabinieri che lo stavano arrestando. Prendo atto che vi fu un’inchiesta sul caso e quanto dico non è stato confermato, ma ne sono ugualmente convinto… Ribadisco quanto ho già detto circa l’organizzazione “parallela” anticomunista alla quale ho appartenuto. Certamente non era destinata a fronteggiare un’invasione esterna, ma aveva una funzione interna anticomunista. Questa organizzazione aveva a disposizione armi e godeva dell’appoggio di esponenti delle Forze Armate… Spontaneamente dico che il Fumagalli, nel maggio del ’74, è stato arrestato in conseguenza dello scontro, all’interno dei Servizi, fra Miceli e Maletti. Fumagalli aveva rapporti con ambienti del terzo Comiliter, con Nardella e con lo Spiazzi. Quando nel ’74 mi recai presso l’appartamento che avevo preso in affitto, nelle circostanze da me ripetutamente dette, vi trovai un arsenale enorme di armi, che scomparirono a seguito delle mie proteste. Nell’appartamento trovai, oltre ai ragazzi di Fumagalli, anche gente proveniente dal veneto. Si trattava di sei o sette persone, che però non conoscevo. Circa lo Spiazzi, so che il Fumagalli, nella sua officina, aveva preparato, modificandole, delle armi, in particolare dei lanciafiamme e dei lanciagranate. Inoltre mi parlava dello Spiazzi come di un tecnico esperto in tali elaborazioni”.

Gaetano Orlando – dichiarazioni 15.7.1991 – sentenza ordinanza Italicus bis pag 210