Dichiarazioni Pasquale Notarnicola 6.12.1991

“… Nessuno mi aveva detto durante la mia permanenza al Servizio che esisteva una struttura Stay Behind… e per quanto ne sapevo io il personale da utilizzare in operazioni Stay Behind era in pratica solo quello delle operazioni speciali. Appresi però che c’era dell’altro personale, circa venti-trenta persone, affluito fra la fine del ’79 e l’inizio dell’81, reclutato tra ex militari di leva della Brigata Paracadutisti di Livorno e della Scuola di Pisa. Queste persone erano state reclutate dall’Ufficio Controllo e sicurezza diretto da Musumeci. ritengo che siano state reclutate dal col. Belmonte. Questo personale venne addestrato e per un certo periodo di tempo rimase concentrato a Roma. Per me si trattava di un’anomalia in quanto sarebbe stato più appropriato reclutare Carabinieri, mentre non avveniva. Tra l’altro avevamo bisogno di Carabinieri, mentre on comprendevo l’utilità di personale proveniente dal servizio di leva.
Credo che anche il gen. Lugaresi condividesse il mio punto di vista, tanto è vero che allorquando assunse la direzione del servizio, sciolse questo gruppo e lo ripartì fra le varie Divisioni operative. fece questo contemporaneamente allo scioglimento dell’Ufficio Controllo e Sicurezza. Ritengo che queste venti o trenta persone siano state addestrate fra l’latro a Capo Marrargiu, in quanto a Roma poteva essere fornito un addestramento soltanto di tipo teorico.
Non so quale uso abbia fatto il gen. Musumeci di queste persone… Durante la mia permanenza nel servizio non ho mai saputo nulla dei depositi c.d. “Nasco”. Ricordo solo che nel 1979 l’ammiraglio Martini mi fece cenno al fatto che in passato aveva dovuto spostare un deposito situato nel nord-est per evitare che fosse rintracciato dalla magistratura che indagava su Peteano. Di tutto ciò ho già parlato in un verbale reso il 6.12.1989 al dr. Casson”.

Dichiarazioni Pasquale Notarnicola 6.12.1991

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