Dichiarazioni Enzo Ferro 21.2.1977

“… dal febbraio-marzo 1970 ho prestato servizio come militare di leva presso la caserma Duca di Montorio Veronese… appena giunto in detta caserma ho trovato come mio superiore il maggiore Amos Spiazzi, attualmente in stato di detenzione perché coinvolto nella c.d. Rosa dei venti. nel corso della mia permanenza sono entrato nelle simpatie del predetto ufficiale il quale in un certo momento mi ha rivelato di appartenere alla organizzazione “Rosa dei venti”… il Maggiore Spiazzi parlandomi di detta “Rosa dei Venti” mi disse che era una organizzazione che si riprometteva di instaurare con la violenza un regime totalitario di ordine in Italia… Attraverso i miei confidenziali rapporti col suddetto Maggiore Spiazzi ho avuto modo di conoscere che l’organizzazione “Rosa dei Venti” era articolata in cellule autonome che avevano sede in varie località dell’Italia settentrionale… Ho sentito anche dallo stesso (Spiazzi) dire che si erano programmati degli attentati in città mediante scoppi di ordigni esplosivi destinati non ad uccidere persone ma a creare tensioni… tali attentati dovevano servire di “assaggio” della reazione della gente del luogo; ove tale assaggio  avesse avuto sviluppi favorevoli per la tesi portata avanti dall’organizzazione nel senso che gli attentati venissero attribuiti agli elementi della sinistra extraparlamentare, avrebbe dovuto successivamente verificarsi l’esplosione di un potente ordigno… Con riferimento al colpo di Stato di cui ho fatto cenno avevo sentito dire che era stato programmato per quella notte un attentato sull’espresso Brennero-Roma; ricordo di avere appreso che era stata confezionata la bomba che doveva essere collocata nell’ultimo gabinetto della vettura di coda nella previsione che l’esplosione avrebbe provocato il deragliamento del treno… Comunque debbo dire che il maggiore Spiazzi era contrario all’attentato di cui ho testé detto in quanto egli intendeva operare senza causare morti…”

Dichiarazioni Enzo Ferro al pm di Trento 21.2.1977