La smentita di Ordine Nero sulla strage dell’Italicus

Nella documentazione acquisita presso la Corte d’Assise di Bologna sono presenti ben tre diversi volantini di ORDINE NERO di smentita della strage dell’ITALICUS, tutti diffusi l’8 agosto 1974, giorno successivo al termine del “campo” di Bellinzona, a dimostrazione che l’esigenza dei “convenuti”, rappresentata al SID dalla Fonte TRITONE era stata ben recepita tra coloro che vi avevano partecipato. Uno solo di detti volantini, quello periziato, riporta l’indicazione dell’identità della macchina da scrivere utilizzata per la rivendicazione dell’attentato all’Assessorato all’Ecologia della Regione Lombardia di Milano (del 10 maggio 1974). Gli accertamenti disposti dal PM di Bologna che procedeva per alcuni attentati attribuiti ad ORDINE NERO, nell’ambito del procedimento a carico di BALISTRERI Umberto + 37, consentirono di stabilire che, nonostante l’organizzazione terroristica avesse colpito in diverse regioni (Umbria, Marche ed Emilia-Romagna), i volantini rinvenuti sui luoghi degli attentati erano altrettante copie xerografiche di un medesimo originale di base, le quali, debitamente compilate, venivano usate quale mezzo per attribuire con certezza ad ORDINE NERO la paternità dei singoli attentati.

A seguito della dichiarazione di incompetenza dei Giudici Istruttori della Lombardia, fu il G.I. di Bologna ad articolare una complessa istruttoria unitaria per tutti gli attentati commessi da ORDINE NERO. Questa attività consentì di accertare che per smentire la paternità della strage dell’ITALICUS era stato utilizzato un modulo di volantino diverso, anche se redatto con la stessa macchina da scrivere adoperata per compilare il testo di precedenti messaggi, come stabilito dalla perizia MENTO.

Con l’arresto di FUMAGALLI, leader del MAR, il 9 maggio 1974, era iniziato un processo di disgregazione dell’organizzazione culminato nella morte di Giancarlo ESPOSTI il 30 maggio 1974, cosicché molte persone erano state arrestate ed altre si erano date alla fuga, tra queste ultime Bruno Luciano BENARDELLI, che disponeva dei volantini originali. Il 4 luglio 1974, a Milano, erano avvenuti altri due attentati ma, a differenza dei precedenti episodi multipli, questi erano stati rivendicati con un solo volantino, probabilmente l’unico rimasto della scorta del BENARDELLI, divenuta indisponibile per la sua fuga.

Ai superstiti dell’organizzazione, non detenuti e non in fuga, fu dunque possibile adempiere alle istruzioni impartite da Bellinzona solo impiegando la medesima macchina da scrivere utilizzata per le precedenti rivendicazioni e solo a tale modalità, infatti, fa esplicitamente riferimento il volantino di smentita. Il G.I. di Bologna accertò che l’organizzazione terroristica si era preventivamente posto il problema dell’attribuzione certa delle proprie attività, per individuare le emulazioni ed evitare le provocazioni, ed aveva escogitato un sistema di verifica basato sulla identità dei fogli contenenti i vari messaggi, tutti ricavati per copia xerografica da un medesimo originale di base, realizzato con caratteri gotici trasferibili.

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