La nota del CS di Padova n. 8276 del 2 dicembre 1974

Con la nota n. 8276 del 2 dicembre 1974 il Centro CS di Padova ha trasmesso al Reparto “D” l’appunto redatto a seguito delle informazioni fornite dalla fonte TRITONE in pari data.
Nella nota che accompagna l’appunto si precisa che la fonte non aveva saputo interloquire sugli attentati di Savona e le rapine in Toscana che erano stati rivendicati da ORDINE NERO.
Il fiduciario rappresenta la situazione di grave difficoltà nella quale si trovano gli ex militanti di ORDINE NUOVO che, colpiti da provvedimenti penali ed amministrativi, cercano, con molta circospezione, di riannodare i legami con le frange oltranziste dell’estrema destra, nella consapevolezza dei rischi che la riorganizzazione del movimento, “sia pure sotto una nuova denominazione”, comporta. In questo contesto, prosegue il fiduciario, “l’attività clandestina – condotta da ORDINE NERO – è considerata … irrinunciabile”.
Rimane dunque ferma la stretta correlazione, sopra più analiticamente esplicitata, tra ORDINE NUOVO ed ORDINE NERO.
Il “campo di prova” per le iniziative politiche da assumere, prosegue il fiduciario, era stato individuato nella città di Roma, ove forte era la presenza delle componenti oltranziste di destra ed ove era in corso un nuovo processo contro gli ex ordinovisti. I militanti del nuovo progetto eversivo dovevano essere ricercati negli ambienti degli ex ordinovisti ed in tutta la destra extraparlamentare. A tale proposito, si contava molto “sull’appoggio di quei dirigenti ufficiali del MSI-DN – come l’on. Pino RAUTI ed altri – che continuano a rimanere nel partito per garantirsi un’agibilità non esercitabile in posizione extraparlamentare”.

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Permane dunque, anche in questo diverso e successivo momento storico-politico, l’indicazione di Pino RAUTI quale soggetto che, pur militando all’interno del MSI-DN, era in grado di coagulare e ricondurre ad unità le varie forze della destra extraparlamentare.
Sul piano delle alleanze rimane l’ambiguo rapporto con AVANGUARDIA NAZIONALE. Da un lato, prosegue il fiduciario, “si è disposti ad accettare il suo aiuto per le future iniziative esterne (dimostrazioni, azioni violente contro il <<regime>> e contro i <<rossi>>)”, dall’altro viene mantenuto, nei confronti di AN, un “atteggiamento molto diffidente, in quanto è ritenuta legata al Ministero dell’Interno”.

La programmazione di “manifestazioni violente di protesta contro la Corte”, in vista della ripresa del processo contro ORDINE NUOVO, vedeva “fortemente impegnato MELIOLI Giovanni” che, a tal fine, stava prendendo contatto con “vari estremisti veneti”. Tiepida viene invece definita la reazione degli “ex ordinovisti padovani”. Il riferimento ai propositi manifestati da MELIOLI documenta che i rapporti che il fiduciario aveva con il predetto erano ancora in atto nel dicembre del 1974.

Memoria Pm strage della Loggia – Brescia