Tommaso Buscetta e il golpe del 1974

(…) Non sentii più parlare di colpi di Stato fino al 1974 quando, durante la mia detenzione all’Ucciardone, fui testimone di uno strano episodio. Sia un oculista di Palermo che sapevo essere massone e che venne in carcere a visitarmi, sia il direttore dell’Ucciardone, Giovanni Di Cesare, mi dettero la notizia che nel giro d pochi giorni ci sarebbe stato un golpe. Un brigadiere dell’ufficio matricola mi avrebbe aiutato a infilarmi in un passaggio segreto che conduceva alla casa del direttore stesso. Successivamente sarei stato liberato. Non accadde nulla, ma tempo dopo seppi che anche in questo caso c’era stato un accordo tra massoneria e Cosa Nostra. La contropartita per la mafia consisteva sempre nella revisione dei processi. Alla testa del golpe questa volta c’era la massoneria e ricordo di un generale dell’esercito, in servizio a Palermo, che proprio per il golpe era in contatto con Salomone.

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Tratto da “Addio Cosa Nostra” Pino Arlacchi, Tommaso Buscetta