Arturo Rocca – estratto da “La Notte della Repubblica”

Gli agenti hanno in tasca un ordine di cattura per associazione sovversiva, ma intanto chiedono a Tuti i permessi per le armi che colleziona. Il tono delle guardie è quello di chi sbriga una formalità. L’appuntato Arturo Rocca racconta:
Dice: “Ragazzi, prima di buttarmi all’aria la casa, ve lo dico io dove sono le armi, perché io, voi lo sapete, sono regolare, sono qui, sono là…”. Su un pianerottolo che sarà non so, un paio di metri quadrati, c’era una cassapanca, e sopra questa cassapanca una rastrelliera. A questa rastrelliera c’erano attaccati due fucili automatici non di marca italiana… allora io cominciai a perquisire un armadio, c’era attaccata una giacca sportiva con le toppe di pelle, ho messo la mano in tasca alla giacca, nella tasca destra, e ho trovato due bombe a mano. E allora dico: “via carichiamo ogni cosa, su…”. “Si, si” dice lui. Mi sono messo le due bombe a mano in tasca, perché non le volevo mica lasciare in giro, a questo punto ho sentito un colpo, mi son girato di scatto, ho visto il brigadiere Falco buttato giù… con questo mitra Tuti ha cominciato a sparare… Ha dato una sventagliata… Io sono cascato con la parte anteriore del corpo dentro un altro stanzino. Mentre cascavo ho sentito la voce di Ceravolo che ha gridato: “Madonna mia!”. Nel soprabito avevo le due bombe a mano. Il Padreterno mi ha salvato perché se un proiettile prendeva la bomba a quest’ora Rocca stava insieme a… quegli altri miei colleghi…».

tuti (2)

Restano uccisi il brigadiere Leonardo Falco e l’appuntato Giovanni Ceravolo. Rocca è ferito gravemente. Tuti fugge. Centinaia di agenti e di carabinieri gli danno la caccia. Si nasconde per qualche giorno sulle colline intorno a Lucca, poi cerca di procurarsi documenti falsi e denaro per espatriare: chiede aiuto all’ambasciata di Libia. Vorrebbe raggiungere Tripoli per arruolarsi, così dichiara, in una formazione di guerriglieri palestinesi. Tutto ciò che ottiene è un sussidio di 50.000 lire. Alla fine riesce ad espatriare in francia. Forse crede di essere in salvo, ma la sua fuga è finita. Viene catturato a Saint-Raphael, vicino a Nizza, dopo una sparatoria con agenti dell’antiterrorismo italiano. Ferito al collo e a un fianco si arrende. (…)

Sergio Zavoli – La Notte della Repubblica

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