Due agenti di Ps freddati dai fascisti – Quotidiano dei lavoratori 27.1.1975

Empoli si è fermata questa mattina per protestare contro il criminale atto compiuto ieri sera da Mario Tuti, un geometra che lavora al Comune di Empoli e che fa parte del gruppo terrorista fascista responsabile dei numerosi attentati avvenuti negli ultimi tempi in Toscana, ed in particolare quello alla ferrovia Roma-Firenze. Alle 11 si è svolta anche una manifestazione antifascista, cui ha partecipato una grande folla di lavoratori. L’omicidio del brigadiere Falco e dell’appuntato Ceravolo e il ferimento dell’appuntato Rocca sono avvenuti intorno alle 20.30, quando i tre agenti si sono presentati a casa di Tuti con un mandato di perquisizione, nel quale era specificato che si cercavano armi. Il Tuti, che aveva aperto la porta, chiesto il permesso di ritirarsi in un’altra stanza per cercare un documento è ricomparso improvvisamente impugnando un Fal, un fucile automatico che spara anche a raffica, facendo fuoco contro i tre.

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Gli agenti avevano nel frattempo scoperto varie armi in un armadio. Tuti, scavalcati i corpi degli agenti, si è poi lanciato in strada, salendo sull’automobile della moglie e si è allontanato a gran velocità. E’ ancora latitante, nonostante i posti di blocco e le battute che la polizia sta compiendo in tutta la provincia.
Le indagini  stanno intanto continuando a dare risultati molto importanti. La banda fascista, di cui fanno parte Tuti, i due fascisti arrestati ieri ed altri due arrestati nella nottata era denominata “Fronte d’Avanguardia Nazionale”. In tasca al Franci, uno degli arrestati di ieri, è stato anche trovato un testo da leggere al telefono, in cui si annunciava un altro attentato, al palazzo di Commercio di Arezzo, per “la liberazione di Freda”, e firmato “commando Carlo Martello del Fronte Nazionale Rivoluzionario”. Questo evidente tentativo di confondere le acque, inventandosi sigle fasulle, è però caduto quando si è appreso che uno degli implicati nell’organizzazione terroristica si era presentato nelle liste del MSI alle ultime elezioni.
La casa di Tuti sembra essere stata il centro organizzativo di tutta la banda: vi sono state trovate quantità enormi di esplosivi e armi, e cioè cinquemila cartucce di vario tipo, 40 coltelli, sette pistole di vario tipo, 15 armi automatiche tra cui carabine e fucili da caccia, un fucile mitragliatore, 4 Fal e alcune bombe. Metà dell’appartamento in cui viveva la famiglia del geometra era stata trasformata in laboratorio per la costruzione di munizioni. Il sindaco di Empoli, iscritto al PCI, ha detto che nessuno sapeva e neanche lontanamente immaginava che Tuti fosse “impegnato politicamente” e addirittura fascista. La mascheratura era perfetta: un geometra impiegato in un comune “rosso”, che vive tranquillamente con la famiglia e non si interessa di politica. Ma, dietro, un’organizzazione efficiente e ramificata, ben addestrata a compiere attentati. Da dove venivano i finanziamenti, e quanto è estesa l’organizzazione, quali i legami e le protezioni politiche, sono le vere domande cui la polizia e il governo devono rispondere. Le indagini sull’onda emotiva provocata dal brutale assassinio dei due agenti di PS, stanno comunque proseguendo a pieno ritmo. Sono previsti altri arresti, mentre continuano perquisizioni interrogatori e ritrovamenti di esplosivo e armi: un deposito è stato scoperto nelle zone del Casentino questa mattina. Indagini sono anche compiute nel forlivese zona di cui è originario Tuti. Le condizioni dell’appuntato ferito stanno continuamente migliorando.

Quotidiano dei lavoratori 27.01.1975

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