Attentati a Viareggio e Milano

(…) Tre bombe sono scoppiate a Viareggio nel giro di due giorni. La scorsa notte la prima, sotto la casa di un compagno antifascista del liceo scientifico. Poi, nella nottata di ieri, altre due in rapida successione. Verso le 22-22,30 una bomba a base di tritolo di notevole potenziale è esplosa provocando notevoli danni alla sede cittadina del Psi. A tre sole ore di distanza gli assassini fascisti hanno completato il lavoro. Era circa l’una di questa mattina quando il terzo ordigno, anche questo di grande potenza, ha devastato la sede del Pci al quartiere Varignano. Tutto lascia pensare che sia intenzione dei criminali in camicia nera rilanciare in grande stile la strategia del terrore in Versilia, cercando a tutti i costi la strage. E’ solo per un caso fortunato che nessuna esplosione abbia provocato vittime. L’intenzione comunque era certamente quella. Questo a soli pochi giorni dalla tragica sparatoria di Tuti ad Empoli, a poche settimane dagli attentati ferroviari di Terontola e dall’esplosione di un’altra bomba-carta sul lungomare viareggino. A rendere completo il quadro viene poi celebrazione a Pisa del processo Lavorini, sulla coloritura nera del quale non possono sussistere dubbi.
Assurdo, dunque, e anche irresponsabile, l’atteggiamento assunto ancora una volta dai riformisti. Già dopo lo scoppio della prima bomba, due giorni fa, i compagni di Avanguardia Operaia e di Lotta Continua avevano fatto pressione sui partiti di sinistra e sui sindacati perché venisse convocata una manifestazione unitaria antifascista, proposta ripetuta inutilmente anche dopo l’attentato alla sede del Psi. La giustificazione del rifiuto è stata che era impossibile farla durante il carnevale!
Solo dopo che anche la sede del Pci era saltata si sono finalmente decisi. Questa mattina, infatti i sindacati hanno indetto uno sciopero generale a partire dalle 10,30 con corteo e comizio antifascista.
Oltre 5000 compagni sono sfilati per la città, in gran parte dietro gli striscioni della sinistra rivoluzionaria, dando vita ad una grossa e combattiva manifestazione caratterizzata da slogans antifascisti per il Msi fuori-legge e anti-Dc. Al comizio doveva parlare il sindaco Dc il quale, annusata l’aria, ha però preferito rinunciare. Ha quindi parlato il compagno partigiano Antonini a nome delle organizzazioni della Resistenza, mentre veniva innalzata la bandiera rossa sul pennone del municipio.
E’ quindi intervenuto un compagno a nome di Ao e di Lc, proponendo la messa al bando del partito missino il presidio della città per impedire il ripetersi di nuove azioni criminali degli assassini fascisti e una serie di iniziative di quartiere.

Il Quotidiano dei lavoratori – 8.02.1975

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