Verbali Alessandra De Bellis Italicus bis

“…Non ricordo il contenuto delle dichiarazioni da me rilasciate alla Questura di Cagliari. Certo è che se ho detto quello che ho detto, qualcuno deve avermene parlato. Ricostruendo ora razionalmente la situazione in cui mi trovavo, ritengo che sia stato Franci a parlarmi degli amici del mio ex marito e delle loro responsabilità in stragi. La mia è una ragionevole supposizione ed è mio desiderio, anche se non ci riesco a colmare questo mio vuoto di memoria… Non posso ora né affermare né escludere, anche se lo ritengo scarsamente probabile, che Giovanni Rossi mi abbia parlato della strage dell’Italicus. Di costui so, per averlo appreso da Augusto, che forniva armi al gruppo di Arezzo. Confermo che il mio stato di disagio psichico ha cancellato il ricordo del mio viaggio a Cagliari. In ciò non vi è nessuna simulazione, come può essere provato dai numerosi ricoveri e trattamenti subiti successivamente a tale viaggio… Sia Augusto che suo padre erano affascinati dalla Massoneria. Durante il fidanzamento il padre di Augusto si vantò di aver partecipato, ma non so con chi né in quale località, ad una riunione di massoni. Non so, tuttavia, se fosse anch’egli massone. Durante una discussione Augusto mi disse che era in contatto o collaborava con i Servizi Segreti. Faccio presente che non davo particolare credito a quello che mi diceva mio marito perché volava apparire importante e cercava di apparire ai miei occhi più di quel che era; Augusto mi aveva detto anche che era amico di Birindelli. Non so esattamente in che rapporto fosse con l’Ammiraglio Birindelli, son certo però che se ne vantava…”.
Verbale reso al G.I. Leonardo Grassi il 21.1.1985

“…Nel periodo in cui eravamo alla Verniana passeggiando per Arezzo Augusto mi indicò una persona e mi disse che si trattava di un Maresciallo della Questura che lo aiutava e gli passava informazioni. Ricordo che questa persona portava occhiali d’oro ed aveva una certa età… Ricordo che ci siamo parlati una volta e che il Franci mi disse che Augusto aveva una relazione con una infermiera di un ospedale presso il quale era stato ricoverato. Il Franci mi disse che era andato in ospedale per avere un alibi e che era stato aiutato da questa infermiera proprio perché costei era amica di Augusto…”
Verbale reso al G.I. Leonardo Grassi il 18.6.1986