L’inchiesta sull’Italicus procede. Estromessi dalle indagini PS e CC

Come abbiamo annunciato ieri, Bruno Cesca, terrorista della questura, rapinatore e coautore della strage dell’Italicus, è stato finalmente indiziato di reato dal giudice di Bologna per detenzione di materiale esplodente che provocò il massacro sul treno. Ci siamo trovati soli a condurre anche questa battaglia per l’incriminazione di Cesca, dopo che per settimane la stampa democratica aveva fatto il vuoto intorno alle nostre rivelazioni. Erano rivelazioni gravi e documentate scrupolosamente, parlavano di una cellula attivata dai servizi segreti all’interno della polizia e portavano alla luce i delitti di questo gruppo di terroristi in divisa fino alla strage dell’Italicus, voluta dalle stesse forze padronali e istituzionali che nello stesso periodo avevano messo a punto un piano di proporzioni e gravità senza precedenti per rovesciare la democrazia.
Abbiamo detto nomi e circostanze, abbiamo portato alla luce connivenze passate e  presenti con cui si voleva impedire la conoscenza della verità. Se questa verità sta lentamente diventando verità giudiziaria, se oggi si arriva all’apertura del procedimento a carico di Cesca come uno dei personaggi che hanno fatto da tramite tra quei vertici istituzionali e gli assassini fascisti, è solo la controinformazione rivoluzionaria e il conforto che le viene da tutti gli antifascisti che bisogna invocare. Potrebbe riflettere su questo il ministro di polizia che preferisce inveire a sproposito per la delizia dei reazionari di ogni risma, ma forse il ministro di polizia ha riflettuto ed è proprio questo che ora alza il polverone contro il nostro partito. Potrebbero riflettere – e forse hanno riflettuto negli stessi termini – forze politiche e informazione democratica che con la più raffinata forma di menzogne, il silenzio, hanno obiettivamente intralciato l’accertamento della verità.
Anche il provvedimento della magistratura contro il poliziotto, ultima conferma a quanto abbiamo denunciato, è stato accolto nel più imbarazzato silenzio, dopo i pochi e scialbi trafiletti della stampa nelle cronache locali di 2 giorni fa.
Cesca sarà interrogato probabilmente nel corso della prossima settimana alla presenza degli avvocati di parte civile. Quella che doveva essere una semplice deposizione come teste, frettolosamente fissata per i giorni scorsi, diventa così un atto importante e capace di portare a nuovi sviluppi. Intanto, per domani venerdì, è previsto a Firenze un nuovo interrogatorio di Maria Corti e Mariano Marceddu da parte del giudice Vella. E’ significativo che per iniziativa dell’inquirente l’atto si svolga non negli ambienti del tribunale fiorentino ma presso il comando della Guardia di Finanza. Anche le notificazioni giudiziarie, che fino alla comunicazione giudiziaria contro Cesca erano state affidate all’antiterrorismo, sono state disposte attraverso la polizia tributaria. Non è solo una scelta doverosa del giudice Vella, trattandosi di un procedimento contro un esponente del corpo di pubblica sicurezza, ma è anche un indice delle pressioni che continuano a riversarsi dietro la facciata dell’ufficialità sull’istruttoria, pressioni che vedono in prima linea anche il SID, se è vero che la scelta del giudice è dovuta cadere sulla Finanza anziché sui carabinieri. Sempre a Firenze sono preannunciati nuovi interrogatori a carico dei poliziotti , stavolta disposti dai giudici di Firenze nel quadro delle inchieste-stralcio ancora aperte a loro carico.

Lotta Continua n. 133 – 11 giugno 1976

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