Sergio Calore – dichiarazioni 22.2.1986

Nei primi mesi del ’78, e comunque durante il tempo che il Tisei prestò il servizio militare, curai una raccolta di informazioni sul conto di Mennucci, finalizzata all’elaborazione di un piano per ucciderlo. Il progetto di uccidere Mennucci era coltivato da me, dal Tisei e dal Fachini. A quel punto il Tuti era già divenuto un simbolo nell’ambiente nazional rivoluzionario e l’omicidio di Mennucci sarebbe servito per vendicare la sua cattura ed aumentare le adesioni intorno al nostro gruppo. Non so se Fachini conoscesse il Tuti. Curai la raccolta di informazioni tramite il Tisei. Di tutto ciò dovrebbe esserci traccia in una scheda sul Mennucci che credo sia stata sequestrata in una base di via Prenestina, nella disponibilità di un certo Giuliani, dove era stata portata insieme ad altro materiale informativo dopo il mio arresto. L’omicidio di Mennucci non venne eseguito poiché c’era l’opposizione del Lamberti e del Catòla, che avrebbero potuto facilmente venire considerati responsabili dell’omicidio stesso (…)”. “In quello stesso periodo venne ripreso un discorso aperto nel ’76 da Concutelli, relativo al progetto di uccidere il maresciallo Filippi ritenuto responsabile dell’uccisione di Esposti. Il Concutelli ripeteva che l’Esposti fosse una persona “pulita”, cioè non compromessa con apparati dello stato e che fosse venuto a conoscenza per caso di cose che mai avrebbe dovuto sapere. Il Concutelli stimava la figura dell’Esposti al punto di proporre di intitolare a suo nome una sezione del GAO (Gruppi d’Azione Ordinovista).
(…) Fu nell’autunno del ’73 che Signorelli cominciò a parlare della campagna di attentati preparatoria al colpo di stato. Il Signorelli riteneva tali iniziative una cosa molto seria e contava sull’appoggio di ufficiali delle forze armate di stanza nel settore nord est. Questi attentati dovevano essere rivendicati sotto varie sigle”.