Paolo Aleardi – dichiarazioni 2.11.1991 G. Salvini

“Io appresi del coinvolgimento di LICIO GELLI e degli uomini a lui vicini nel progetto del ’70 in una serie di incontri a carattere
conviviale, ma ripetuti e in un contesto di affidabilità, con i fratelli DE FELICE, sopratutto Fabio, a casa di questi a Poggio Catino.
C’erano presenti, oltre a me, che ero un po’ un neofita, sempre altre persone della generazione e dell’ambiente dei fratelli De Felice, come ad esempio il colonnello BERTI delle Guardie Forestali e il prof. SEMERARI e quindi persone che consentivano di parlare tranquillamente.
I fratelli De Felice spiegarono quindi che quando avevano dovuto ampliare i lavori di tessitura del piano e, in particolare, Alfredo aveva dovuto stabilire i contatti con gli alti ufficiali dei Carabinieri da coinvolgere, l’elemento che consentiva di porsi in rapporto con questi
ufficiali era proprio LICIO GELLI.
Quest’ultimo aveva poi fatto parte in prima persona con tutti gli altri del progetto, ma con un ruolo determinante.
Poichè l’Ufficio mi chiede se in tale contesto io abbia sentito parlare di un intervento sull’allora Presidente della Repubblica Saragat, posso
rispondere che proprio Fabio De Felice mi disse che era previsto l’intervento al Quirinale, che lui faceva parte del GRUPPO OPERATIVO e
che quando il contrordine era arrivato, come testualmente mi disse, il gruppo era già nell’ascensore del Palazzo.
In sostanza in quel momento quel gruppo era un passo più indietro della situazione che si era creata al Ministero degli Interni che era già stato occupato.
Come ho già avuto occasione di dire, secondo Fabio De Felice il contrordine era venuto proprio da GELLI. Il senso del contrordine era la
situazione di pericolo creatasi con la venuta meno dell’intervento dei Carabinieri che erano la forza territoriale diffusa e della cui
indisponibilità, quella sera, GELLI a cose avviate aveva avuto notizia.
Inoltre, sempre secondo i racconti di De Felice non era arrivata la telefonata decisiva che doveva garantire l’appoggio degli americani e in
particolare, se ben ricordo, doveva giungere dal Comando NATO di Napoli.
L’uomo che teneva i contatti con gli aderenti al progetto del ’70 era, in base a quanto sentii nelle medesime occasioni, FENWICH il quale abitava fra l’altro a Forano, vicinissimo alla casa di Fabio De Felice”.

Paolo Aleardi – dichiarazioni 2.11.1991 G. Salvini pag 233-234

 

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