La pista del volantino di rivendicazione

Ben più concreta sembrava invece la pista se­guita dalla Squadra mobile della Questura di Bologna, che il 7 agosto 1974 procedeva al fermo di tali Bono Italo, Bartoli Emanuele e Casali Gaetano come indi­ziati della strage.

La sera del 3 agosto certa Faccioli Marina era andata a cena col figlio Carlo presso il ristorante “Taverna della Scimmia”, fuori Porta d’Azeglio. Erano stati serviti da uno strano cameriere che non solo aveva detto loro di essere uno studente e di lavora­re per pagarsi le spese, ma aveva giustificato la lentezza del servizio con l’assenza di un suo collega capellone, aderente all’”Ordine nero”, la cui assenza avrebbe potuto essere foriera di fatti di tale gravi­tà che il giorno successivo se ne sarebbe interessata la stampa.

Subito dopo la strage, i Faccioli riferivano l’episodio alla Polizia. Identificato nel Bono il came­riere che li aveva serviti e nel Bartoli quello che nella circostanza non si era presentato al lavoro, veniva perquisiti) l’appartamento occupato dallo stesso Bono in Bologna, Via S.Felice n.37. Si rinvenivano così fra l’altro, in un recipiente contenente immon­dizia, frammenti di un foglio manoscritto dalla cui ricomposizione risultava il testo di un comunicato di rivendicazione dell’attentato, a firma ORDINE NERO, Sezione Pierre Drieu La Rochelle rinvenuto lunedì 5 agosto in una cabina telefonica nei pressi di Porta Saragozza.

Veniva altresì sequestrato un foglio parzialmen­te manoscritto riproducente la bozza di un altro comunicato sulla strage, che il Bono aveva tentato invano di strappare.

Mentre era in corso la perquisizione, sopraggiungevano quattro giovani: due, il Bartoli ed il Casali, venivano fermati; altri due – uno dei quali identifi­cato per Barbieri Maurizio – riuscivano a darsi alla fuga.

Il Bono, vicino ad abbienti della destra extra­parlamentare come il Bartoli ed il Barbieri, ammetteva di aver composto il volantino di rivendicazione con una macchina da scrivere di cui il gestore della “Scimmia” si serviva per preparare giornalmente il foglio del menù e di averlo fatto ritrovare con al­cune telefonate ad organi di stampa. Ammetteva pure di aver fatto ai Faccioli le confidenze di cui innan­zi, dicendosi per altro del tutto estraneo all’at­tentato. A suo dire si era indotto a rivendicarlo per esibizionismo e per il gusto di vedere pubblicato sui giornali il suo comunicato, così come aveva fatto pochi mesi prima, quando era militare a Palermo, per la strage avvenuta a Brescia in Piazza della Loggia. Assumeva che tornando a casa la notte di domenica 4 agosto, verso le 2, aveva trovato ad attenderlo il Bartoli, il quale appariva turbato e gli aveva rac­contato di aver visto poco prima una macchina in fiamme sui viali.

Il Bartoli, confermato questo particolare, adduceva che nel pomeriggio del sabato 3 agosto, dopo aver incontrato il Bono in un bar avvertendolo che quella sera non sarebbe andato al lavoro, si era recato con la sua “Lambretta”; in compagnia di Poli Rodolfo, presso i suoi genitori a Monghidoro. Erano tornati a Bologna verso le ore 19, ed in serata esso Bartoli era andato a far visita ad un cugino, certo Aldo Pellicciari. Non avendolo trovato in casa, aveva parlato con la di lui madre, Pellicciari Luisa, la quale gli aveva dato delle indicazioni su dove poteva essere. Cercandolo, aveva incontrato tra gli altri tali Marchignoli Silvana e Ramponi Gabriele. Si era quindi recato presso il Bono per passare la notte, vedendolo quando verso le 2 era tornato dal lavoro.

Le persone indicate, ed in particolare Pellicciari Aldo e Marchignoli Silvana, confermavano di aver visto il Bartoli a Bologna nella tarda serata del 3 agosto, sì che il P.M., avendo accertato che il Bar­bieri al momento della fuga aveva abbandonato uno zaino contenente armi improprie e che il Bono pochi giorni prima del fatto si era recato a Genova per acquistare due pistole, non riuscendovi perché nel pacco consegnatogli – in luogo delle quali – vi erano soltanto delle pietre, emetteva in data 9 agosto 1974 ordine di cattura a carico del Bartoli, del Bono e del Barbieri contestando loro solo il delitto di con corso nella ricostituzione del disciolto partito fascista mediante la continuazione dell’attività del movimento “Ordine Nuovo”, anch’esso disciolto con de­creto del Ministro dell’Interno.

Lo stesso 9 agosto Casali Gaetano veniva scar­cerato per assoluta mancanza di indizi. Il Barbieri si costituirà soltanto il 4 marzo 1976, ammettendo di essere stato in possesso delle armi improprie. A suo dire si era dato alla fuga, al la vista della Polizia, d’istinto, senza un preciso motivo. Negava di avere saputo alcunché della strage, qualificando il Bono come un mitomane. A seguito di questa dichiarazione, nella carenza di ogni esigenza cautelare, si provvedeva alla revoca dell’ordine di cattura.

Il 12 agosto 1974 il P.M. interrogava anche Poli Rodolfo, il quale confermava di aver visto il Barto­li nel pomeriggio del 3 agosto e di essere stato con lui in Lambretta a Rioveggio. Erano tornati a Bologna poco dopo le 19 ed il Bartoli, dopo essere andato a S.Ruffillo da sua nonna per chiederle se avrebbe po­tuto dormire da lei, era tornato verso le 20.30′ a casa di esso Poli, dopo di che era andato, a suo dire, alla ricerca di un cugino. Il Poli ammetteva di essere partito per Friburgo il 9 agosto in compagnia di tale Galliani Luca detto “Scricciolo” e di certo Bertinelli Graziano. Al ritorno, il giorno 11, erano stati sorpresi senza biglietto e senza danaro sul treno Bellinzona-Chiasso, e rimpatriati dalla Polizia elvetica. Negava di aver aderito ad “Ordine Nuovo”, pur ammettendo di averne seguito le vicende.

Lo stesso 12 agosto il P.M., subito dopo averlo interrogato, emetteva ordine di cattura a carico del Poli, ascrivendogli il delitto di concorso nella ri­costituzione del disciolto partito fascista per avere collaborato in particolare alla distribuzione del pe­riodico “Anno Zero” (non autorizzato) ed alla apertu­ra in Bologna, Strada Maggiore n.79, di una sede di ritrovo e di formazione ideologica per estremisti di destra.

Sentenza appello Italicus 1986 – pag 7-12

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