Golpe luglio-agosto 1974

Risulta infatti che con rapporto n.713 del 7 luglio 1974, redatto per il reparto D del SID dal col. Sandro Romagnoli e dal cap. Antonio Labruna, il capo del servizio gen. Miceli venne informato che nel periodo compreso fra il 10 ed il 15 agosto si sarebbero verificati “atti eversivi non meglio precisabili tra i quali però sarebbero rientrati:
– un’azione di forza in direzione del Quirinale;
– un’imposizione al Presidente Leone di profonde ristrutturazioni delle istituzioni dello Stato e formazione di un Governo di tecnici con a capo Randolfo Pacciardi”.
L’azione contro il Quirinale avrebbe dovuto essere capeggiata da certo dott. Salvatore Drago, ideatore del piano ed in contatto col Generale di Brigata Ugo Ricci, a sua volta in diretto rapporto, anche per sollecitazione del Pacciardi, con Edgardo Sogno e la sua organizzazione, denominata “Centro di Resistenza Democratica”.
Nel rapporto si precisava che atti eversivi avrebbero dovuto determinare – con scopo finale – l’intervento di imprecisati reparti militari favorevoli al golpe.

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Il Generale Miceli, a conoscenza anche di altre indagini che il SID aveva in corso su Edgardo Sogno e le sue mene eversive; sulla sua attività di proselitismo nelle Forze Armate, mediante contatti con alti ufficiali; sui suoi rapporti con l’ex ministro Randolfo Pacciardi, con il gen. Ugo Ricci e col dott. Salvatore Drago; su suoi tentativi infine per potenziare a fini eversivi l’organizzazione denominata “Comitati di Resistenza Democratica”, in data 8 luglio 1974, informò il Ministro della Difesa on. Giulio Andreotti, sottoponendogli tutta la documentazione acquisita.
Ne ricevette l’ordine di informare immediatamente Polizia e Carabinieri, e l’eseguì consegnando due giorni dopo al gen. Enrico Mino, comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri ed al dott. Emilio Santillo, capo dell’Ispettorato per l’azione contro il terrorismo appena insediatosi, un appunto con la sintetica enunciazione dei fatti e l’indicazione delle persone e delle organizzazioni coinvolte sul piano eversivo.
Il Comando Generale dell’Arma dei CC ed il capo della Polizia provvidero immediatamente ad allertare i Comandi periferici, disponendo l’incremento dei servizi di vigilanza.
Adeguate misure vennero prese anche dal SID. Significativo è fra gli altri il marconigramma del 13 luglio 1974, indirizzato dal Reparto D al Raggruppamento Centri C.S. di Roma  ed a tutti i Centri C.S. si “ordinava ogni possibile azione vigilanza e controllo” nei confronti di “ex appartenenti disciolto Fronte Nazionale e Ordine Nuovo et aderenti MAR –  Nuova Repubblica et altri gruppi anche non palesemente costituiti“, segnalando “possibilità verificarsi atti eversivi su scala nazionale periodo 10-15 agosto p.v.

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Sentenza appello Italicus pag 311-313

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