Luciano Violante – mandato di arresto n.665/75 del Reg. Gen. G.I. – Golpe Bianco

Noi dott. Luciano Violante, visti gli atti del procedimento penale contro
1) Sogno Rata del Vallino Edgardo, nato a Torino il 29.12.1915, ivi residente in via Donati n. 29
2) Cavallo Luigi, nato a Torino il 17.5.1920, ivi residente in via Orzanam n. 5
Imputati del delitto di cui all’art. 305, 1° e 2° comma C.P., in relazione agli art. 302, 276, 283 C.P., per per essersi associati con Andrea Borghesio, Randolfo Pacciardi, Ugo Ricci, Salvatore Drago, Salvatore Pecorella, Lorenzo Pinto, Remo Orlandini, Maria Antonietta Nicastro, Vincenzo Pagnozzi e con altre persone non identificate al fine di mutare la Costituzione dello Stato e la forma di governo con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale; in particolare mediante un’azione violenta progettata come “spietata e rapidissima” che non consentisse alcuna possibilità di reazione, diretta a limitare la libertà personale del Presidente della Repubblica per costringerlo a sciogliere il Parlamento e a nominare un governo provvisorio, espresso dalle FF.AA. composto da tecnici e militari, presieduto dal Pacciardi ed avente come programma immediato, tra l’altro, lo scioglimento del Parlamento, l’instaurazione di un sindacato unico, l’istituzione di campi di concentramento, l’abolizione dell’immunità parlamentare con effetto retroattivo e la successiva costituzione di un tribunale straordinario per processare alte personalità politiche.

pacciardi-randolfo

A tal fine il Sogno agendo per il reperimento di adeguati finanziamenti; per creare una rete di alleanze, complicità e connivenze negli ambienti delle alte gerarchie militari, dell’alta burocrazia e dell’industria, utilizzando anche le organizzazioni dei c.d. “Comitati di Resistenza Democratica” da lui creata al fine apparente di mobilitare, nell’ambito della legalità, alcuni ambienti di ex partigiani ma in realtà per acquisire consensi ed appoggi da utilizzare per il programma eversivo;

il Cavallo agendo per la predisposizione del piano eversivo, per la penetrazione negli ambienti militari attraverso la rivista “Difesa Nazionale” da lui diretta, pubblicata con la specifica finalità di propagandare l’esigenza di un potere militare per un programma di ordine nello Stato e di stabilità nell’Esecutivo, presentato in un quadro di apparente legalità democratica, ma in realtà finalizzato alla suindicata iniziativa eversiva, a tal fine avendo ricevuto finanziamenti anche dal Sogno.

il Pacciardi dichiarandosi disposto ad accettare di presiedere il governo provvisorio di cui sopra;

il Ricci, il Drago, il Pecorella ed il Pinto curando l’aspetto operativo dell’attacco al presidente della Repubblica progettato mediante l’impiego di un gruppo armato e particolarmente addestrato;

il Borghesio tenendo i contatti tra il Sogno e qualificati elementi del Fronte Nazionale;

l’Orlandini tenendo rapporti con il Ricci e il Pacciardi per l’organizzazione del piano eversivo;

la Nicastro collaborando con il sogno per la creazione delle alleanze, complicità e connivenze di cui sopra;

il Pagnozzi agendo in qualità di segretario dei cd “Comitati di resistenza democratica” e ricevendo finanziamenti dal Sogno per la collaborazione del movimento all’iniziativa eversiva.

Il Sogno, il Cavallo, il Ricci ed il Drago agendo in qualità di promotori ed organizzatori dell’associazione.

Motivazioni:
“Rilevato che le risultanze di causa consentono già in questa sede di affermare con certezza che per l’agosto del 1974 era stata programmata un’iniziativa diretta a sovvertire violentemente le istituzioni dello Stato e che tale iniziativa era stata lungamente preparata mediante una vasta efficiente organizzazione la quale avrebbe potuto consentire che fosse raggiunto lo scopo prefisso; che ciò è comprovato dalla convergenza di elementi probatori acquisiti attraverso molteplici settori di indagine tra loro autonomi e distinti e, in sintesi, dalle concordi deposizioni di testi assunti, dalla documentazione sequestrata al Sogno e al Cavallo, dall’esito delle indagini sinora svolte in merito ai finanziamenti ottenuti nonché dalla documentazione fornita dal Servizio Informazioni Difesa, risultato di quattro tra loro autonomi settori di indagine; che da tali elementi probatori è emerso che detta iniziativa, articolata su tutto il territorio nazionale, le cui prime linee sono state impostate nel 1970, è andata progressivamente aggregando alcuni settori dirigenziali della burocrazia civile e militare dello Stato, che appare dotata di notevoli finanziamenti e di legami di carattere internazionale, diretta a sostituire con la violenza l’attuale sistema costituzionale e di governo un sistema incentrato su di un governo composto da tecnici e militari, il quale avrebbe dovuto assicurare la stabilizzazione in senso anticostituzionale della situazione politica ed economica del paese, realizzando un programma i cui punti qualificanti appaiono essere i seguenti:

–          riconoscimento del potere militare come unico potere legittimato alla risoluzione della crisi del Paese e conseguente affidamento alle Forze Armate di un ruolo autonomamente decisionale a livello di governo e nell’intero sistema costituzionale.

–          Scioglimento del Parlamento

–          Riconoscimento del sindacato unico

–          Epurazione nell’ambito della pubblica amministrazione di coloro che non si fossero adeguati alla nuova situazione.

“(rilevato) che il conseguimento di tali obiettivi da parte del programmato governo composto da tecnici e militari avrebbe dovuto essere facilitato da due operazioni, l’una diretta a rompere lo schieramento antifascista e l’altra ad acquisire consensi nel paese:

–          per ottenere il primo risultato sarebbe stata disposta la proclamazione fuori legge del MSI e di tutti i gruppi della destra e della sinistra extra-parlamentare; in tal modo il progettato governo di tecnici e militari avrebbe dovuto acquisire una caratterizzazione antifascista insieme al necessario corollario, per un tal genere di operazione, di equidistanza politica;

–          per ottenere il secondo risultato sarebbe stata revocata, con effetto retroattivo, l’immunità parlamentare ad alte personalità politiche le quali sarebbero state accusate per reati comuni e quindi processate da un tribunale speciale; in tal modo l’intervento eversivo avrebbe dovuto acquisire un carattere moralizzatore e “necessitato”;

(rilevato) che la realizzazione del progetto eversivo avrebbe dovuto essere “legittimata” dalla asserita “autoconsunzione” delle istituzioni, con i conseguenti effetti di carattere sociale ed avrebbe dovuto svolgersi secondo le seguenti fasi:

–          in agosto, approfittando della chiusura del Parlamento, della stasi nell’impegno delle forze politiche e della chiusura delle fabbriche (“il colpo va organizzato con i criteri del Blitz-krieg: sabato durante le ferie, con le fabbriche ancora chiuse per due settimane e le masse disperse in villeggiatura” dispone un documento sequestrato al Cavallo), sarebbe stata efefttuata una “azione violenta” contro il Presidente della Repubblica per costringerlo a nominare un governo provvisorio di tecnici e militari, espresso dalle Forze armate e da élites della burocrazia statale, presieduto dal Pacciardi; questa “azione violenta” sarebbe stata curata dagli imputati Ricci, Pecorella, Pinto, Drago, i quali avrebbero utilizzato un gruppo di giovani (quindici) particolarmente addestrati;

–          questa delicata fase iniziale sarebbe stata accompagnata e sostenuta dall’intervento nel paese di reparti militari e civili opportunamente organizzati;

(rilevato) che in questo quadro appare collocarsi, secondo i documenti acquisiti, l’intervento del governo provvisorio, programmato come “spietato”, “rapidissimo”; il nuovo governo avrebbe dovuto agire “in modo energico, spietato, senza tentennamenti”; “deve essere un golpe di destra con un programma avanzato di sinistra, che divida lo schieramento antifascista e metta i fascisti fuori gioco”, è precisato in un documento sequestrato al Cavallo, mentre in un altro documento si indica l’istituzione di campi di concentramento;
Precisato che risulta che sia il Sogno che il Cavallo sono stati destinatari di cospicue erogazioni provenienti dalla Spa Fiat cessate per entrambi verso la metà del 1974; e il Sogno – anche indirettamente – di più modesti interventi da parte di altri ambienti industriali;
Considerato, in ordine ai motivi per i quali l’iniziativa eversiva non fu condotta a termine:

–          che un’operazione così complessa e articolata, fondata su tutta una serie di alleanze interne ed esterne al Paese e sulla utilizzazione di determinati apparati civili e militari dello Stato, non può avere scadenze forzate, dovendo in qualche misura essere agevolata e giustificata da una serie di fattori esterni (si pensi al già citato aspetto dell’autoconsunzione delle istituzioni);

–          che i massimi responsabili della Difesa, informati dei caratteri e degli obiettivi dell’iniziativa eversiva, valutata congiuntamente la situazione, ritenuto che l’entità del pericolo esigeva iniziative immediate, disposero una serie di straordinarie misure a tutela delle istituzioni costituzionali: immediato allertamento delle 3 Divisioni CC e di tutti i principali comandi dipendenti; predisposizione di un contingente armato di CC pronti ad intervenire notte e giorno nel periodo di temuta realizzazione del disegno eversivo; rafforzamento, con personale particolarmente addestrato, della sorveglianza del Palazzo del Quirinale, disposta dai competenti Corpi di Pubblica Sicurezza; allertamento di tutti i Centri Controspionaggio;

–          che la predisposizione di queste misure venne indubbiamente a conoscenza di quei settori militari che molteplici fonti di prova indicano come interessati all’iniziativa e che pertanto i responsabili dell’organizzazione eversiva dovettero prendere atto della maturata impossibilità di condurre in porto l’operazione per la data stabilita (10-15 agosto);

–          che l’agosto 1974 fu imprevedibilmente caratterizzato da una intensa attività politica e dall’apertura delle Camera sino al giorno 14 per la discussione di importanti provvedimenti economici, fatti questi che avrebbero fatto venir meno quella ritardata ed impacciata risposta delle opposizioni che costituiva, nel disegno criminoso, una delle condizioni fondamentali per la realizzazione dell’iniziativa eversiva;

–          che mancò una crisi di governo che avrebbe indubbiamente agevolato la progettata formazione del governo di tecnici e militari;

Considerato peraltro che la mancata realizzazione dell’iniziativa per il periodo prestabilito non dovette significare abbandono della stessa, se dalle carte sequestrate al Cavallo emerge che nell’ottobre 1974 era “in corso” un “complotto militare”; d’altronde nel 1975 affluirono sul conto del Sogno altri cospicui versamenti, in contanti e non più in assegni circolari, dopo il primo sequestro delle schede di C/c;
Rilevato infine il ruolo di promotori e organizzatori dell’associazione cospirativa, contestato al Cavallo e al Sogno trova fondamento e riscontro in tutta la documentazione acquisita, come emerge da quanto sinora esposto.
Per quanto attiene al Cavallo, risulta che egli curò non solo la predisposizione delle singole fasi del piano eversivo ma anche alcune operazioni preparatorie e collaterali. Tra di esse appare particolarmente rilevante la direzione della rivista “Difesa Nazionale”, indicata da un teste come importante punto di riferimento del piano eversivo e in un documento sequestrato al Cavallo come al servizio “della lotta antisistema”, diretta agli ufficiali delle FF.AA. dotati di comando, ispirata ad una linea tendente a riconoscere posizioni e funzioni di governo al “potere militare”, per una utilizzazione prevista nel programma eversivo.

E’ infine significativo che il Cavallo impartisca al Sogno persino alcune direttive di comportamento, in una lettera rinvenuta in copia presso di lui (non firmata e senza l’indicazione del destinatario, ma – come si evince dal contenuto – inequivocabilmente diretta dal primo al secondo, nella seconda metà del 1974): “o sei un capo frazione di un piccolo partito in via di disgregazione o sei un leader nazionale antisistema. Ogni confusione fra i due ruoli è letale e intrappola l’organizzazione in una gabbia che impedisce la difesa, l’offesa e l’espansione organizzativa”.
Per quanto attiene al Sogno, oltre a quanto sinora detto, va osservato che esiste in atti una numerosa documentazione sulla utilizzazione da parte sua dei Comitati di Resistenza Democratica nel quadro contestato in epigrafe, nonché sul tipo di interessi italiani e stranieri che avrebbero favorito la costituzione (significativo che alcuni degli stessi promotori se ne allontanino per dissensi dalla “linea politica” del Sogno, perché il Comitato non riusciva a realizzare le sue originarie finalità essendo “venuta meno la sua natura di incontro tra elementi di diversi partiti”, lasciando che l’organizzazione continuasse a funzionare soltanto come segreteria del Sogno); va osservato infine che il suo ruolo primario nell’organizzazione eversiva emerse dalla specifica attività volta a realizzare i collegamenti e le alleanze con alcuni rilevanti settori delle FFAA e della burocrazia, a reperire i finanziamenti necessari, a conferire al programma eversivo un apparente significato di intervento necessario ed irrinunciabile di fronte alla “autoconsuzione delle istituzioni”.

violante

Testo estratto dal libro di Alberto Papuzzi “Il provocatore”.

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